SEMPLICEVERITA'

TUTTO E' RELATIVO, MA SOLO UNA E' LA VERITA'

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BABILONIA = CONFUSIONE



FONTE: INTERMATRIX

Confusione.. è il mondo visto dall'alto se una ipotetica astronave aliena si avvicinasse alla terra in questi giorni e riprendesse con una telecamera tutto quello che vi succede..!!

Babilonia significa: CONFUSIONE.


La Babilonia di religioni che idealizzano in una bolgia di consumismo sfrenato la nascita NON di un semplice bambino.. ma del BAMBINO SOLARE.. l'uomo nuovo ILLUMINATO dalla luce cristica della New Age.


Il Xhristos tanto atteso sotto vari nomi dalle religioni di tutto il mondo.


La confusione (Babilonia) domina la nostra generazione sempre di più, specie negli aspetti spirituali più profondi che vengono ammantati di luci e colori per sedurre e poi violentare lo spirito dell'uomo nell'accezione più profonda del termine.. inducendolo a partecipare a [rituali esoterici] che lo pongono come schiavo di forze occulte per asservirlo e renderlo incapace di comprendere davvero la Verità della sua esistenza.


Questi metodi che "illuminano" l'intelligenza e "seducono" lo spirito hanno successo quasi sempre sulla maggioranza perchè [incredula] nei fatti di fronte a quella unica Verità che potrebbe davvero aprirgli la Via della felicità e della Vita eterna.. a cui vi partecipa proprio quella gran parte di umanità che segue la religione e le sue festività.


Guardate il video per comprendere.






In Verità.

di Alessandro Conti Puorger (Bibbiaweb)


"Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche", di cui ho detto diffusamente, è strumento d’eccezionale efficacia per aprire e rendere vive pagine della Torah e provo a mostrare in modo pratico la forza particolare.

Tento far ciò con riferimento al primo versetto del Capitolo 3 del Genesi, cercando anche di evidenziare l’utilità dell’aiuto dei geroglifici nell’affrontare problematiche che si rifanno alla Torah.

Dal versetto 3,1 fino alla fine del versetto 3,8 della Genesi c’è un inciso che frena il progetto di Dio.

Il Capitolo (Gen. 3,1a) inizia con:
Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio.



È evidente, il serpente è un animale come gli altri, ma in lui sta agendo una energia particolare.
Se si usa un criterio base del metodo di decriptazione, che consiste nell’affrontare il testo trascurando la vocalizzazione delle parole, e se del caso si spezzano, si comprende subito di più.
L’autore pone infatti una particolare attenzione alla parola "selvatica", cioè "del campo", che in ebraico è .
All’interno di quella parola c’è e queste due lettere sono quelle che formano la parola "demonio".
Ci si domanda se le lettere sono in grado di spiegare la proprietà fondamentale del demonio; osservo che è un fuoco, una luce e è una mano = sbarrare; si ha: il demonio sbarra la luce , ovviamente di Dio.

Ora per comprendere perché l’uomo è tentato dal serpente, sono state formulate varie ipotesi.
In molte culture arcaiche il serpente simboleggia il mondo dei morti, perché vive nascosto in buche della terra e per l’apparente ringiovanire con la muta della pelle.
Il serpente, infatti, è capace di evocare il pensiero di morire il cui concetto appare subito dopo nel versetto Gen. 3,3.
Vi sono anche visioni positive del serpente che, essendo in collegamento col mondo dei morti, rappresenta la benedizione delle anime degli antenati e la fede nella guarigione e nella rinascita (es. il colubro di Esculapio, consacrato al Dio della medicina).
La Bibbia ci presenta il serpente sin dal momento iniziale, ma anche cruciale, quale incarnazione del nemico, causa della tentazione non superata che provocò all’uomo la perdita del primitivo stato di grazia, che gli permetteva di rapportarsi direttamente con Dio.
Nel libro di Giobbe appare per la prima volta il nome d’un nemico dell’uomo che mette in dubbio con Dio il buon esito del Suo disegno su questo essere; questi è chiamato satana (Gb. 1,6) : S’TN shatan.
Il profeta Zaccaria al Capitolo 3,1.2 lo nomina tre volte e lo presenta nella figura d’accusatore, ritto vicino al sommo sacerdote Giosuè, davanti all’angelo del Signore, mentre il N.T. lo nomina varie volte e lo identifica col nemico del capitolo 3 della Genesi.
L’autore del Genesi, che com’è noto è stato scritto molto dopo il libro di Giobbe, passa dal Satana, nemico dell’uomo, alla figura del serpente.

Il radicale S’TN in ebraico indica odiare, insidiare, perseguitare, accusare; perciò il participio, l’avversario è : satan, satana, cioè, l’accusatore il diavolo (in greco "diabolos").

Con i segni si legge: "brucia nel cuore l'energia ".

Dal "Dizionario di Usi e leggende Ebraiche di Alan Unterman" - editori Laterza, riporto stralcio da voci serpente e satana:
"Il serpente biblico era il re degli animali. Era un animale astuto, che camminava diritto su due gambe, parlava e mangiava lo stesso cibo dell’uomo. Quando il serpente vide come gli angeli onoravano Adamo, divenne geloso di lui, e la vista dei rapporti sessuali della prima coppia risvegliò il desiderio del serpente per Eva. Istigato da Satana o Sammaele, o secondo alcune opinioni posseduto da lui, il serpente persuase Eva a mangiare il frutto proibito e la sedusse. Come punizione, gli furono tagliate braccia e gambe, dovette strisciare sulla pancia, tutto ciò che mangiava seppe di polvere, e diventò l’eterno nemico dell’uomo."

"Satana è considerato il re dei demoni che si era ribellato a Dio ed era stato espulso dal Paradiso. Nel suo esilio dal Paradiso, egli portò con sé una schiera di angeli caduti e divenne il loro capo. La ribellione ebbe inizio quando Satana, il più grande degli angeli con un numero doppio di ali rispetto ad essi, rifiutò di rendere omaggio ad Adamo."

Il vero nemico in ogni modo è satana, il serpente è manifestazione della sua incarnazione, come nell’Apocalisse il drago e la bestia.
Nel serpente, la Sapienza, il N.T. e la tradizione cristiana, infatti, hanno riconosciuto la personificazione dell’avversario, il diavolo, che in quell’occasione si servì di quell’animale.
Ora, l’avversario per antonomasia, il prototipo storico del nemico del popolo ebraico, in effetti è il Faraone.
Satana ed il serpente sono tra loro strettamente collegati e il collegamento è certamente il Faraone.
Infatti:

  • Satana è l’accusatore, il nemico dell’uomo;
  • Satana è il re dei demoni;
  • i rabbini considerano il serpente il re degli animali;
  • il serpente ureo è figura del Faraone;
  • il Faraone è il re degli Egiziani;
  • il Faraone è il nemico ancestrale del popolo ebraico;
Per verificare la tesi ricorriamo ai geroglifici, in quanto la tradizione collega il libro del Genesi, che fa parte del Pentauteuco, alla scuola di Mosè, principe egiziano.

"Figlio" in egiziano è costituito da un’anatra che è la biconsonante SA’ con vicino un uomo seduto;
figlio ; ora la stessa anatra con il determinativo d’un serpente anziché d’uomo, indica "verme"; in quanto SA’ è figlio, e il determinativo dice di chi, d’uomo se ci si mette un uomo, o d’altro se ci si mette il determinativo d’altro, e verme è figlio di categoria dei serpenti, cioè animale di sotto terra.

Il libro di Giobbe (che al capitolo 1 cita Satana), sembra parlare di questi geroglifici, infatti dice:

"Ecco la luna stessa manca di chiarore e le stelle non sono pure ai Suoi occhi, quanto meno l’uomo questo verme, l’essere umano, questo bruco!" (Gb. 25,5s) che in effetti è scritto:

, ben ’adam, il figlio dell’uomo è un bruco.

= "il segno porta del serpente a vedere nel mondo ".

Vediamo ora queste parole sono calzanti con quei geroglifici; dice che il figlio dell’uomo in effetti è un bruco, cioè porta, come il geroglifico relativo, il segno del serpente che è entrato nel mondo. Cioè il serpente è divenuto il vero padre dell’umanità.

"Chi mi libererà di questo corpo votato alla morte?" dice S.Paolo in Rm. 7,24.
Se nel geroglifico, al segno di verme si aggiunge il segno della terra TA’ si ha SA’-TA’ "serpente" che è un verme della terra, un figlio della terra.
Ecco allora che "satan" è un serpente, dall’egiziano SA’-TA’, in cui c’è l’emanazione N del demonio, cioè di satana.
Il nemico=ITN ha, infatti, questo geroglifico (Vocabolario di "Midle Egyptian" di Faulkner) che col determinativo del serpente e d’uomo e la N sarebbe "padre nostro" e con vicino, in luogo del serpente, quello del serpente antico , determinativo simbolo dei Teniti, cioè del serpente mitologico, sarebbe il "progenitore mitologico", il "serpente antico" di Ap. 12,9.
Questo geroglifico invece è SA’ -TA’-N , ottenuto da SA’-TA’ con l’aggiunta del segno di N d’emanazione e con quel determinativo, che rappresenta la sinuosità del Nilo, si legge:

"Il figlio della terra emanazione del serpente mitologico".

Se accostiamo il geroglifico dell’oppositore a quello del dio Aton di Amenofi IV si vede che:

oppositore =I’TEN=Aton

hanno gli stessi segni cambia solo il determinativo ed i segni sono:

  • I’T = I+T = esistenza + pane = IT = padre;
  • N di emanazione.
Passiamo ora alla parola Leviatan , che si può dividere Levi + atan ( + ) ; nei geroglifici un serpente + un bastone equivale a "dice parole",
(vedi "Il segreto dei geroglifici" di Christian Jacq, Ed. Piemme) ed è una premessa per avvertire che parla una persona importante.

Ora, , il mostro leviatano, per i geroglifici è "dice parole l’oppositore " e visto in forma positiva "dice parole la promanazione del padre", "dice parole che appartengono al padre".
Se il padre però è il Nilo, questo titolo calza perfettamente con il Faraone, che portava il segno del serpente sulla testa, identificato con la lettere ebraica ed era figlio della protodinastia dei Teniti e del Nilo e "diceva parole di Aton".
Perciò nella terminologia delle origini bibliche c’è molta affinità tra "l'idea del male" = l’emanatore e la sua immagine terrestre Satana = l'inviato; ed il Faraone una sua incarnazione.

Proviamo a leggere con i segni quel versetto (Gen. 3,1a) mettendo come soggetto di riferimento il demonio:

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio.


"Si portò nel mondo l'angelo . Per nascondersi dalla Luce uscì . Fu nel mondo da nemico a portarsi a vivere dai viventi . Di tutti la vita finisce . Uscirà il demonio dal mondo , l’Unigenito lo brucerà nei corpi ; in azione un fuoco uscirà dal Signore Dio che riaprirà agli esseri la vita ."

"Si portò nel mondo l'angelo.
Per nascondersi dalla Luce uscì.
Fu nel mondo da nemico a portarsi a vivere dai viventi.
Di tutti la vita finisce.
Uscirà il demonio dal mondo,
l’Unigenito lo brucerà nei corpi;
in azione un fuoco uscirà dal Signore Dio
che riaprirà agli esseri la vita.
"

Il verme dell’uomo di terra sarà bruciato ed Isaia ed i Vangeli rivelano che quest’idea ha la sua consistenza:

  • "perché il loro verme non morirà, il loro fuoco non si spengerà" (Is. 66,24).
  • "è meglio per te entrare nel Regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato … nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue" (Mc. 10,47s).
  • "Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla… Geenna" (Mt. 23,33).
Razza di vipere è lo stesso che seme di serpente, cioè figli del serpente, figli del demonio!

Ecco che un’altra volta l’egiziano antico e la lettura con i segni aprono uno spaccato sull'origine del pensiero biblico.
Tra l’altro si apre il significato di Figlio dell’Uomo, termine che Gesù usa nei Vangeli in contrapposizione al figlio della terra, riprendendo la terminologia da Ezechiele 2,3 e 3,1 e di Daniele nella visione del Figlio dell’Uomo sulle nuvole del cielo.

  • "Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: razza di vipere...! Fate dunque frutti degni di conversione e non crediate di poter dire tra voi: abbiamo Abramo per padre" (Mt. 3,7).
  • "…razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire all’ira imminente?" (Lc. 3,7).
  • "Razza di vipere, come potete dire cose buone voi che siete cattivi?" (Mt. 12,34).
  • "… avete per padre il diavolo…" (Gv. 8,44).
Il figlio dell’uomo, cioè l’uomo, ora, con la venuta del Cristo, ha finalmente due possibilità, essere fratello del Figlio dell’Uomo che viene dal Cielo ed è... "Figlio d’Adamo, Figlio di Dio" (Lc. 3,38) o essere, come un serpente, figlio della terra, cioè figlio di Satana.
Giovanni Evangelista riferisce che Giovanni Battista disse: "Chi viene dall’alto è al disopra di tutti, ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al disopra di tutti" (Gv. 3,31).
Nel vangelo di Giovanni riporta questo accostamento di cielo, terra, serpente e figlio dell’uomo: "Se vi ho parlato di cose della terra e non credete come crederete se parlerò delle cose del cielo? Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo" (Gv. 3,12-14).

Alcuni flash:

  • Gesù come i patriarchi andò in Egitto (da piccolo; vangelo di Matteo);
  • Gesù e Giovanni il Battista erano parenti;
  • Giovanni Battista aveva dimestichezza con gli esseni;
  • l’apostolo Giovanni era stato discepolo del Battista;
  • questo Giovanni è autore del 4° Vangelo;
  • la tradizione considera l’autore dell'Apocalisse rifarsi alla scuola di Giovanni (od essere proprio lui stesso) e lì (12,9) riprende la visione di Daniele: "Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo diavolo e satana e che seduce tutta la terra fu precipitato... l’accusatore dei nostri fratelli...";
  • a Qumran, non lontano dal luogo del battesimo di Gesù, c’era la sede degli Esseni;
  • là, in quel periodo, i segni della scrittura ebraica, alla luce dei geroglifici, furono definitivamente sigillati pressoché nella forma quadrata rabbinica.
Allora la parola scritta aveva significati molto più intensi d’oggi, in quanto risultato di un profondo travaglio di pensiero, mentre ormai è stata resa quasi banale, sicché è molto ridotto il peso e l’effetto rispetto a quei tempi.
La parola scritta, inoltre, evocava un mondo d’immagini, i proverbi, la saggezza popolare del tempo elaborate su singole parole e su accoppiamenti di queste.
Le autentiche parole della Bibbia, in particolare nei primi libri, sono da vedere ed apprezzare come ritrovamenti archeologici od opere d’autore, capaci di riprendere vita nel proprio ambiente.
Ognuna va attentamente soppesata per coglierne il contenuto che non è mai univoco, ma ha tante sfaccettature e l’autore usa giochi di parole, assonanze, immagini a cascata come i fuochi d’artificio.

Torniamo al versetto di Gen. 3,1:

"Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche..."

Spezziamo le consonanti della parola nahash = serpente che sono le stesse della parola "rame" ed il radicale riguarda il "trarre pronostici" con la lettura delle lettere:

"molto intrecciato al sole "; (ci parla del serpente)
"l’energia racchiude del fuoco "; (ci parla del rame)
"guida () ad illuminare " (ci parla di pronostici e d’indovini),

ma c’è anche una lettura che suggerisce il demonio in quanto concretizza ciò che si oppone alla chiarezza, al sole, a Dio che è luce:

"inviato - angelo - emanazione che si nasconde dalla luce ";
"inviato - angelo - emanazione che nasconde la luce ";

Il serpente è "astuto", in ebraico A'RWM, ’arum, ed ecco di seguito una cascata di letture con i segni che fanno capire come dalle stesse letture della parola possano nascere tradizioni e racconti:



Aziona i corpi (ove) si porta a vivere indemoniati
Si vede saziare () la (prima) madre fa mangiare Eva
Si vede nel corpo portarsi dalla matrice ha rapporti con Eva (secondo la tradizione rabbinica)
Da nemico si porta dei viventi l’avversario
Guarda alto l’astuto
Agisce per innalzarsi l’orgoglio, l’opportunismo

 
Ricordo le credenze ebraiche su questo serpente:

Era un animale astuto, che camminava diritto su due gambe, parlava e mangiava lo stesso cibo dell’uomo... il serpente persuase Eva a mangiare il frutto proibito e la sedusse… Come punizione, gli furono tagliate braccia e gambe, dovette strisciare sulla pancia.

Questa lettura di non è lontana da quella di S.Paolo (Tes. 2,4) sull’anticristo:

"... colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come dio." (dio incompleto e lo nomina tre volte e non quattro).

Idea evidentemente non isolata, perché anche d’Isaia (14,12s) quando parla di Lucifero osserva:

"Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra signore dei popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio ..."

Lucifero, figlio dell’aurora: "Ilel ben-shahar!"; ritorna il serpente, infatti, il serpente potente ", il marito di Lilith di cui la tradizione rabbinica racconta questo midrash: La prima moglie di Adamo, demone, regina della notte. Lilith esigeva d’essere eguale al marito e quando si rese conto che non lo sarebbe mai stata pronunciò il nome di Dio e volò nell’aria fino al Mar Rosso... e divenne la moglie di Sammaele, il signore delle forze del male.

Sammaele è lo stesso che Lucifero ed è un titolo che ricorda "nome di dio"; ne caratterizza l’aspetto blasfemo.
Lucifero, Sammaele, Satana, sono la stessa persona.

Isaia, come detto, poeticamente ha chiamato Lucifero, figlio dell’aurora:

"Ilel ben-shahar!", ma si può sostituire le lettere e e ruotare intorno un asse e si legge questa volta da sinistra verso destra:

"Il grande serpente il potente Faraone è ".

La parola si può leggere anche: "vedendolo inebria () le matrici " che richiama le credenze rabbiniche sul serpente che "la vista dei rapporti sessuali della prima coppia risvegliò il desiderio del serpente per Eva… e la sedusse" e poi il serpente "per agire nel corpo si porta dei viventi " che parla di possessioni diaboliche e "si vede con il corpo portarsi nell’acqua " che conferma i pensieri sulla bestia che vive nel mare.

Dopo che Adamo ed Eva hanno mangiato dell’albero del bene e del male si nascondono ed esce la parola "nudo" molto simile a che possiamo dividere in e è "caduta, mucchio di rovine" alto; "una caduta dall’alto", ossia Adamo ed Eva sono stati come precipitati dall’alto.

In Es. 16,20 si trova per "imputridire di vermi", e Isaia in Is. 14,11 usa "rimmà" per "vermi"; quindi fa venire in mente anche "vedo imputridire ", "vedo esistenza da verme " (da rimmà), anche perché verme è "un corpo d’acqua ".

Una lettura completa di con le lettere è: "vedo stare corpo all’acqua ",

come pure: "vedo essere un corpo dalla matrice "; perciò nudo, ma anche come un neonato.

Questo è l’effetto del serpente :

  • rende astuto per le cose del mondo;
  • rende cieco per le cose di Dio "l’energia chiude alla luce ";
  • rende nudo , cioè spoglia della primitiva dignità;
  • fa precipitare dall’alto;
  • fa imputridire ed avere una esistenza da verme;
  • dà come una nuova nascita.
In definitiva, non si è più originati da Dio, ma dal verme, e si diviene figli del serpente.

Spero che si sia compreso come con la lettura a tappeto dei segni è stata ritrovata una chiave importante che permette di entrare in stanze antiche, ma abitate.

Faccio notare come tale ricco panorama si evince soltanto se si comincia a trattare a plasmare la parola come evidentemente facevano gli antichi prima dell’inserimento della vocalizzazione, quando cioè ogni lettera aveva la propria intera valenza ed era capace e libera di evocare accoppiamenti ed associazioni svincolate anche dalle forme grammaticali.
Sul tema poi dei geroglifici nella Bibbia torneremo ancora.