SEMPLICEVERITA'

TUTTO E' RELATIVO, MA SOLO UNA E' LA VERITA'

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«Io sono venuto nel NOME DEL PADRE MIO, e voi non mi ricevete; 
se un altro verrà nel SUO PROPRIO NOME, quello lo riceverete.»
(Giov. 5:43)












«Io sono venuto nel NOME DEL PADRE MIO, e voi non mi ricevete; 
se un altro verrà nel SUO PROPRIO NOME, quello lo riceverete.»
(Giov. 5:43)











 «Io sono venuto nel NOME DEL PADRE MIO, e voi non mi ricevete; 
se un altro verrà nel SUO PROPRIO NOME, quello lo riceverete.»
(Giov. 5:43)









"Infatti dal più piccolo al più grande, sono tutti quanti avidi di guadagno;
dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna
."
(Ger. 6:13)


"Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare
non propensi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni"
(1 Tim. 3:8)





Scandaloso video riguardante una chiesa evangelica “brasiliana” in italia
 
 
 












La parola battesimo è una traslitterazione del termine greco "baptisma" che significa "immersione". Il battesimo veniva infatti somministrato dai primi cristiani per immersione a tutti coloro che, avendo creduto in Yahushua, si erano ravveduti ed avevano deciso di cambiare la propria vita per metterla al servizio di Dio. 

Quanto sopra si desume dagli insegnamenti e dagli esempi del Nuovo Testamento, che è la seconda parte della Bibbia nella quale Dio ha parlato all'umanità per mezzo di Yahushua il Mashiyah (Ebrei 1:1-2). 

Nel vangelo secondo Matteo cap. 28:18-20, Yahushua, dopo la resurrezione, rivolto ai suoi discepoli, dice: 

«Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel (dentro il significato - ndr) NOME del Padre e del Figlio, e nello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che vi ho comandato»

Nel passo parallelo del vangelo secondo Marco cap. 16:15-16, leggiamo: 

«Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura; chi avrà creduto ed è stato battezzato sarà salvato; ma chi non ha creduto sarà condannato».

Fede, ravvedimento e battesimo sono dunque tre momenti di quell'unico processo di conversione che permette ai peccatori di rinascere a nuova vita ed essere rigenerati dallo Spirito Santo. 

Nel Vangelo secondo Giovanni cap. 1:12-13, troviamo scritto: 

«A tutti coloro che lo hanno ricevuto, Egli (Yahushua) ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, nè da volontà di carne, nè da volontà di uomo, ma sono nati da Dio ». 

Yahushua stesso, parlando con Nicodemo, dottore della legge, ricollega questa "nuova nascita" allo Spirito Santo e all'acqua del battesimo:
«In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo (o dall'alto) non può vedere il regno di Dio» (Vangelo secondo Giovanni 3:3). 

Uno è nato di nuovo o dall'alto soltanto se è nato di acqua e di Spirito, come Yahushua precisa subito dopo:
«In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito , non può entrare nel regno di Dio» (Vangelo secondo Giovanni 3:5). 

Ecco alcuni esempi dai quali possiamo vedere come questi insegnamenti di Yahushua siano stati messi in pratica dai primi cristiani:
  • I primi discepoli. Nel giorno di Pentecoste a Gerusalemme, dopo la discesa dello Spirito Santo, l'apostolo Pietro si alza e rivolge alle numerose persone presenti un discorso che si conclude con queste parole: «Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che quel Yahushua che voi avete ucciso, Dio lo ha fatto Signore e Mashiyah » (Atti 2:36). I presenti udite queste parole «furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e agli apostoli: "Fratelli, che dobbiamo fare?" Allora Pietro disse loro: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Yahushua il Mashiyah per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo . . . Quelli dunque che ricevettero la sua parola lietamente furono battezzati; in quel giorno furono aggiunte circa tremila persone. Essi erano perseveranti nel seguire l'insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere . . . E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati» (dal libro degli Atti degli apostoli 2:37-47).

  • Il centurione Cornelio. Troviamo il racconto della sua conversione nel cap. 10 del libro degli Atti degli apostoli. Si trattava di un centurione della coorte, detta Italica. Era un uomo pio, timorato di Dio, faceva molte elemosine e pregava continuamente Dio. Il Signore ascoltò le sue preghiere e fece in modo che l'apostolo Pietro si recasse a casa sua per predicargli la Buona Notizia della salvezza per mezzo di Yahushua Messiyah Poiché per la prima volta il vangelo di Yahushua veniva predicato ai gentili, cioè a persone che non erano di nazionalità ebraica, avviene una manifestazione strordinaria dello Spirito Santo nella stessa maniera in cui era avvenuta qualche tempo prima a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste, per significare che il Vangelo di Yahushua non era rivolto esclusivamente agli Ebrei, ma anche a tutte le nazioni del mondo. Di fronte a questo fenomeno, l'apostolo Pietro esclama: «Può alcuno vietare l'acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi? Così egli comandò che fossero battezzati nel nome di Yahushua» (Atti 10:47-49).
  • Uomini e donne di Samaria si fecero battezzare in seguito alla predicazione di Filippo che annunziava la buona novella delle cose concernenti il regno di Dio e il nome di Yahushua. (Atti 8:12).
  • L'Etiope, funzionario della regina Candace dell'Etiopia. Costui stava ritornando da un pellegrinaggio che aveva fatto a Gerusalemme. Mentre, seduto sul suo carro di viaggio, stava leggendo un passo del profeta Isaia, il Signore gli fa incontrare Filippo che lo evangelizza annunziandogli la redenzione per mezzo di Yahushua. «E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell'acqua. E l'eunuco dice: "Ecco dell'acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato? " E Filippo disse: "Se tu credi con tutto il cuore, lo puoi". Ed egli rispose, dicendo: "Io credo che Yahushua il Messiyah è il Figlio di Dio". Allora comandò al carro di fermarsi; ed ambedue, Filippo e l'eunuco, discesero nell'acqua, ed egli lo battezzò. Quando uscirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo, e l'eunuco non lo vide più; ma proseguì il suo cammino pieno di gioia » (Atti 8:36-38).
  • L'apostolo Paolo dopo la sua conversione sulla via di Damasco fu battezzato (Atti 9, 18). Anzi nel suo caso un cristiano di nome Anania lo sollecitò con queste parole: «Ed ora che aspetti? Alzati e sii battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il nome del Signore (Yahushua)» (Atti 22:16).
  • Lidia, una commerciante di porpora, della città di Tiatira, che adorava Dio, stava ad ascoltare (la predicazione di Paolo) « E il Signore aprì il suo cuore per dare ascolto alle cose dette da Paolo». Anche lei fu battezzata (Atti 16:14-15).
  • Il carceriere di Filippi, rivolgendosi a Paolo e Sila, illesi dopo un forte terremoto notturno che aveva distrutto la prigione nella quale erano stati rinchiusi, chiede loro: «Signori, cosa devo fare per essere salvato? Ed essi dissero: Credi nel Signore Yahushua Mashiyach, e sarai salvato tu e la casa tua. Poi essi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua . . . E lui e tutti i suoi furono subito battezzati » (Att 16:30-33).
FEDE E RAVVEDIMENTO 

Dagli esempi che abbiamo fin qui esaminato risulta chiaramente che il battesimo era conferito soltanto a persone adulte, credenti e ravvedute. 

I primi che furono battezzati a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste, manifestarono la loro fede in quanto, ascoltando il discorso di Pietro, «furono compunti nel cuore» e chiesero a Pietro e agli apostoli che cosa dovevano fare. Alla loro domanda, Pietro li invita a ravvedersi ed a sottomettersi al battesimo. Qui c'è ancche da notare che il verbo greco [metanoésate], tradotto in italiano "ravvedetevi" ha un senso molto più ampio del semplice " pentitirsi"; significa infatti cambiare mentalità, cambiare il proprio modo di vivere, allontanarsi dal peccato, mutare orientamento, cambiare idea. Questo è tipico della conversione al Signore che non consiste nel semplice pentimento di una vita trascorsa nel peccato, ma nella decisione di dare un nuovo orientamento alla propria vita ponendola al servizio di Dio. Tanto è vero che Paolo in una lettera scritta ai Romani dice espressamente « Non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente . . .» (Romani 12:2).

SI DEBBONO BATTEZZARE I BAMBINI? 

Un tale impegno non può riguardare dei bambini incoscienti, ma è prerogativa di persone adulte che hanno raggiunto l'età della ragione ed hanno capacità di decisione e di scelta. Un bambino è per sua stessa definizione innocente, non è in grado di credere né di ravvedersi perché non ha commesso alcun peccato.

CON IL BATTESIMO DEI BAMBINI VIENE CANCELLATO IL PECCATO ORIGINALE?

Il "peccato originale" ci ha condannato alla morte, ma grazie a Dio esso viene cancellato attraverso la morte di Yahushua donandoci la vita eterna, attraverso l'accettazione della salvezza e il credere che il Messiyah la concede gratuitamente attraverso il cambiamento di vita e la dichiarazione pubblica simbolizzata dal battesimo per immersione in acqua. La favola che i bambini debbono essere battezzati per cancellare il peccato originale è soltanto un'invenzione della religione umana per giustificare il battesimo dei bambini e fare nuovi adepti. Questa menzogna non trova alcun riscontro nella Bibbia. Anzi Yahushua rivolgendosi ai suoi discepoli dice riguardo ai bambini: «Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, perché di tali è il regno dei cieli» (Matteo 19:14). 

Tanto è vero che alla fine noi verremo giudicati non per i peccati commessi da altri prima di noi, ma per i nostri peccati personali compiuti coscientemente durante la nostra vita: «Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale dell'unto prescelto di Dio (Cristo), per ricevere ciascuno la retribuzione di quel che ha fatto, sia di bene sia di male, mentre era nel corpo » (2° Corinti 5:11). «Ognuno di noi dovrà rendere conto di sé stesso a Dio» (Romani 14:12). Noi abbiamo ereditato dai nostri progenitori Adamo ed Eva non la responsabilità, ma soltanto le conseguenze del loro peccato: la morte e la concupiscenza, cioè la predisposizione al peccato che si manifesta con l'età adulta: «Ciascuno è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte» (Giacomo 1:14-15).

IL BATTESIMO E' FATTO PER IMMERSIONE NELL'ACQUA

Nel caso dell'Etiope, si dice chiaramente che, giunti in un posto dove c'era dell'acqua, i due (Filippo e l'Etiope) discesero nell'acqua e poi, dopo il battesimo, uscirono dall'acqua. Queste espressioni sarebbero incomprensibili se il battesimo fosse fatto versando poche gocce di acqua sulla testa.
La parola di Dio non è un'opzione che possiamo cambiare a nostro piacimento secondo la moda e la tradizione degli uomini. L'immersione e l'emersione dall'acqua hanno un preciso valore simbolico che non può essere ignorato senza snaturare il significato stesso del battesimo.









Con l'immersione il battezzando partecipa alla morte e sepoltura del Messiyah mentre con l'emersione dall'acqua condivide la sua resurrezione. Con queste parole l'apostolo Paolo descrive il simbolismo del battesimo: «Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Yahushua il Mashiyah, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati battezzati con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vità. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua resurrezione» (Rm 6:3-5). Se ci fosse ancora qualche dubbio sul valore simbolico attribuito dall'apostolo Paolo al battesimo, egli ripete lo stesso concetto in maniera molto più chiara nelle sue lettere ai Colossesi ed ai Galati: «essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui (Yahushua) siete anche stati risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti dai morti» (Col. 2:12) «Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo» (Gal. 3:27). La conseguenza logica di queste parole è che se noi non siamo stati uniti a Yahushua mediante una morte simile alla sua (battesimo) non saremo neppure partecipi della sua resurrezione, in quanto non ci saremo "rivestiti" di Cristo.


CON IL BATTESIMO SI RICEVE LA REMISSIONE DEI PECCATI


Con il battesimo si riceve la remissione dei peccati. Lo dice espressamente Pietro: «Ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Yahushua per il perdono dei peccati» (Atti 2:38). Lo conferma anche Anania quando sollecita Paolo a non attendere oltre, ma a farsi battezzare per essere «lavato» dai suoi peccati (Atti 22:16). Non si può dire che Paolo non avesse fede dopo aver avuto l'incontro con Yahushua sulla via di Damasco; eppure fu necessario aggiungere alla sua fede anche il battesimo perché la sua conversione diventasse effettiva.

E IL DONO DELLO SPIRITO SANTO 

L'apostolo Pietro aggiunge: «e voi riceverete il dono dello Spirito Santo» (Atti 2:38). Il dono dello Spirito Santo è il tocco finale per mezzo del quale Dio opera nel credente ravveduto la rigenerazione che lo fa diventare una nuova creatura rinnovata nella mente e nello spirito. « Perché - Pietro scrive ai cristiani - siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno» (1° Pietro 1:23). L'apostolo Paolo inoltre scrivendo a Tito dice: «Noi non abbiamo fatto nulla che potesse piacere a lui, ma egli ci ha salvati perchè ha avuto pietà di noi. Ci ha salvati nel battesimo mediante lo Spirito Santo che fà rinascere e ci dà nuova vita, perchè Dio lo ha sparso abbondamente su noi per mezzo di Yahushua nostro Salvatore. Così noi, perdonati e rinnovati dalla sua grazia, diventiamo eredi della vita eterna che è la nostrta speranza» (Tito 3:5-7).

IL BATTESIMO E' OPERA DI DIO 

Paolo paragona il battesimo al passaggio del Mar Morto da parte degli Ebrei in fuga dall'Egitto. Tutto il popolo in quell'occasione si trovò circondato dalle acque: «i nostri padri furono tutti sotto la nuvola e tutti passarono attraverso il mare, tutti furono battezzati per Mosè nella nuvola e nel mare» e si salvarono dalla furia del Faraone che li inseguiva con la sua armata (1 Corinti 10:1-4). Pietro, da parte sua, vede nell'arca di Noè, la figura del battesimo cristiano. Come quest'arca permise a Noè e ad i suoi familiari di salvarsi dalle acque del diluvio, così il battesimo, egli dice, ora può salvare anche noi.  

Tuttavia, aggiunge che non è l'atto materiale in se stesso e neppure l'acqua del battesimo che producono questa salvezza, ma «la richiesta di una buona coscienza presso Dio, . . . mediante la resurrezione di Yahushua il Messiyah » (1° Pietro 3:21 ). 

In tutti questi due avvenimenti così importanti Dio è intervenuto direttamente e, per mezzo della sua opera, sia Noè che il popolo ebraico trovarono la salvezza. L'incomparabile efficacia del battesimo consiste quindi nel fatto che esso, sebbene somministrato dagli uomini, è in realtà un'azione di Dio e del Cristo.

IL BATTESIMO SALVA 

Non ha pertanto alcuna consistenza l'obiezione di coloro che negano efficacia di salvezza nel battesimo appellandosi a Ef 2:9 o Tt 3:5. Non si tratta infatti di un'opera di giustizia compiuta dall'uomo, ma di un’opera diretta di Dio; allo stesso modo come fu opera di Dio l'arca nella quale trovò salvezza Noè con i suoi familiari e come fu opera di Dio il passaggio del mar Rosso da parte degli Ebrei guidati da Mosè. Noi stessi infatti come nuove creature, rinati in Yahushua, siamo opera di Dio (Ef 2:10). 

Quando Pietro predicò che Yahushua ucciso dagli Ebrei, era risorto, mostrando in tal modo di essere davvero il Messiyah atteso, circa tremila persone, colpite nel loro cuore, si convertirono a Lui e in quel giorno stesso si fecero battezzare. Per loro il battesimo formò un tutt'uno con la conversione e la purificazione dei peccati (At 2:37-41). Quando Paolo, convertito sulla via di Damasco, entrò nella città cieco e ricevette la guarigione da Anania, si sentì dire che gli occorreva farsi battezzare per avere la remissione dei suoi peccati: «E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e sii lavato dai tuoi peccati, invocando il suo nome » (At 22:16). Quando il carceriere di Filippi, dopo il terremoto notturno, sentì parlare per la prima volta di Yahushua, credette in lui con tutta la sua famiglia e «subito si fece battezzare con tutti i suoi» (At 16:33), ancora una volta egli compì un gesto concatenato intimamente con la propria salvezza. Riferendosi a queste esperienze di fede gli apostoli potevano quindi esaltare il valore salvifico del battesimo. Esso segnava l'attimo stesso della conversione, quando sorgeva la fede e la decisione del proprio cambiamento di vita.

PERCHE' IL BATTESIMO SALVA?

Questa salvezza si realizza soprattutto perché il battesimo innesta il credente in Yahushua:
«Con lui infatti. siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui siete anche stati insieme resuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha resuscitato dai morti» (Col. 2:12)
«Poiché quanti siete stati battezzati in Ha'Mashiyah, Vi siete rivestiti di Ha'Mashiyah» (Gal. 3:27) 

L'immersione nell'acqua e la successiva emersione simboleggiano in modo assai significativo la morte al peccato e la rinascita a nuova vita e ci ricordano visibilmente ciò che Dio ha fatto per noi nella morte e nella resurrezione di Yahushua, come ci viene spiegato dall'apostolo Paolo in Romani 6:3-11: 

«Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Yahushua il Mashiyah, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti assieme a lui nella morte, perché come il Mashiyah fu resuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti. siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua resurrezione . Sappiamo bene che il nostro vecchio uomo è stato inchiodato con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto è libero dal peccato. Ma se saremo morti con il Mashiyah, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che il Signore resuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Yahushua Mashiyah».

BATTESIMO E TRADIZIONE 

Come abbiamo cercato di dimostrare fin qui, il nostro Padre Eterno Yahuveh, nel suo progetto di salvezza ben preordinato e stabilito fin dalla Genesi del mondo e realizzato per mezzo del Messiyah nella « pienezza dei tempi » (Ef 1, 3-14), ha stabilito che si può entrare nel suo Regno, per fede e per ravvedimento, mediante il battesimo (immersione in acqua), per ricevere l'azione vivificante dello Spirito Santo («bagno di rigenerazione e di rinnovamento dello Spirito Santo» (Tito 3:5). 

Molti però si accostano alla Parola di Dio con idee già preconcette, a causa degli insegnamenti FALSI ricevuti fin dall'infanzia, nella religione in cui sono nati, cresciuti ed educati. Quanti ad esempio rimangono meravigliati nell'apprendere dal libro della Genesi che il frutto proibito non era una mela, ma semplicemente un frutto non meglio identificato!? Quanti altri sono assaliti dalla stessa meraviglia quando, leggendo i vangeli dell'infanzia di Yahushua, non trovano il bue e l'asinello ai quali erano stati abituati dal presepio e dai racconti dei loro genitori! 

Finchè queste idee e questi preconcetti riguardano alcuni particolari insignificanti come questi, è facile liberarsene; basta prendere i testi e consultarli per rendersi conto della loro erroneità. 

La questione però si fa più seria quando i preconcetti, sorti da un'educazione religiosa sbagliata, riguardano il disegno predisposto da Dio per la salvezza dell'uomo. 

Si tratta di tradizioni secolari tramandate da padre in figlio che fanno ormai parte della vita e della stessa cultura nella quale siamo immersi. La famiglia, la scuola, le istituzioni sociali, le immagini ed i fatti della vita quotidiana contribuiscono a rinforzare sempre di più la nostra convinzione sulla bontà e sulla verità delle tradizioni nelle quali siamo stati cresciuti. 

Lo stesso Yahushua, quando iniziò la sua predicazione in Palestina, si scontrò con la mentalità chiusa di coloro che, attaccati alle "tradizioni dei padri", avevano persino annullato la Parola di Dio. Contro tale mentalità Yahushua usò le stesse parole del profeta Isaia: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini » (Is 29:13). In un altra occasione, ancora più esplicitamente, disse: «Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini» «Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione » (Mc 7:1-13 e Mt 15:1-20). 

Anche l'apostolo Paolo ammette di essere stato succube di queste tradizioni dei padri; anzi egli stesso confessa ai Galati che era talmente accanito in queste tradizioni da superare nel giudaismo la maggior parte dei suoi stessi coetanei e connazionali. L'incontro con Yahushua sulla via di Damasco cambia però radicalmente la sua vita ed il suo modo di pensare e di agire. Per mezzo della rinascita spirituale egli diviene un nuovo uomo, non più influenzato dalle tradizioni umane, ma libero di dedicarsi esclusivamente alla vera ekklesia di Eloah e all'annuncio della Buona Notizia della salvezza (Gal. 1:14-16). Egli è senz'altro la persona più qualificata per mettere in guardia i cristiani di Colosse con queste parole: «Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo il Mashiyah» (Col. 2:8). 

Le tradizioni sono una prerogativa di tutte le epoche e di tutte le generazioni umane. Anche oggi il nostro pensiero e la nostra cultura sono influenzati dalle tradizioni che si sono stratificate nel corso dei secoli. Non sempre queste tradizioni sono negative, se si mantengono sul piano dei valori umani, ma se pretendono di sostituirsi alla Parola di Dio, spesso ne stravolgono il significato e l'originaria purezza. Questo è avvenuto per il battesimo che nel corso dei secoli ha perso il suo valore originario come atto che esprimeva la fede e la conversione. Al suo posto troviamo invece un battesimo che acquista valore per sè stesso indipendentemente dalla volontà e dalla consapevolezza dell'interessato. Il battesimo dei bambini ne è un'evidente dimostrazione. 

Dando troppa importanza e troppo peso all'atto in sè stesso si è finito per smarrire completamente il significato profondo di questo gesto che nel periodo apostolico esprimeva la volontà del credente di essere sepolto con il Mashiyah (Krystos) per rinascere assieme a lui in una nuova dimensione di vita, non più influenzata dagli egoismi umani, ma guidata dalla volontà di Dio. 

Questa tradizione si è talmente radicata nella mentalità e nel costume odierno da rendere inconcepibile l'idea che un bambino non debba essere battezzato. Anche le menti che si ritengono più illuminate, pur riconoscendo a parole l'insensatezza di un rito che trova riscontro nella magia e l'esoterismo a cui si accompagna, soltanto in riti simili propri delle popolazioni più arretrate della terra, non riescono di fatto a sottrarsi a queste tradizioni. Si assiste pertanto al paradossale comportamento di laici incalliti e di atei dichiarati che si sottomettono a questa tradizione facendo battezzare i loro figli per l'occhio della gente. 

La Parola di Dio è talmente chiara ed inequivocabile a tal proposito da non potersi prestare in alcun modo a sostegno di questa tradizione. Sebbene numerosi teologi e studiosi della Bibbia riconoscano l'infondatezza di questa pratica che non trova alcun riscontro scritturale, la maggior parte di coloro che si ritengono cristiani, non esitano a perpetuare una tradizione umana in pieno contrasto con l'insegnamento apostolico e che vanifica completamente il piano di Dio per la salvezza degli uomini. 

Il cristianesimo storico che si manifesta nelle varie chiese e denominazioni umane, ha così fallito completamente il suo scopo e, allontanandosi sempre più dal genuino messaggio di amore e di speranza annunziato da Yahushua e dai suoi discepoli, si è perso nei meandri di un ritualismo senza alcun significato interiore: «Avendo la forma esteriore della fede, ma avendone rinnegata la potenza » (2° Tm 3:5). 

I risultati di questo tradimento della Parola di Dio si possono constatare nella storia del nostro secolo e nelle notizie angoscianti della nostra cronaca quotidiana. In un mondo che si dichiara cristiano soltanto a parole, regnano incontrastate l'ingiustizia, la crudeltà, la miseria fisica e spirituale, la morte, la disperazione, la guerra, lo sterminio di intere popolazioni, la sofferenza dei deboli e l'indifferenza dei potenti. 

Cosa possiamo fare per rimediare a questa situazione? Non possiamo certamente limitarci ad una semplice deprecazione di fronte ad una cristianità così degenerata. Dobbiamo noi stessi in prima persona iniziare un rinnovamento interiore. Non possiamo attendere che siano gli altri a rinnovarsi. Dobbiamo cambiare! Ed il cambiamento deve iniziare anzitutto da noi stessi. Noi stessi per primi dobbiamo avere il coraggio di spogliarci dell'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici ed essere invece rinnovati nello spirito della nostra mente, rivestendo l'uomo nuovo che è stato creato ad immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità (Ef 4:22-24). Come l'atleta che si spoglia delle sue vesti per essere più libero nei movimenti in modo da poter conquistare sempre nuovi traguardi, così anche noi dobbiamo spogliarci delle nostre consuetudini, dei nostri banalismi che condizionano la nostra vita ed essere liberi di poter raggiungere le mete che Dio ci propone (1° Co. 9:24-26; Eb. 12:1-3).

CONCLUSIONE

Il battesimo non è "un sacramento", ma neppure una semplice "testimonianza di fede". Nel contesto biblico esso rappresenta qualcosa di più: è un segno prefigurante una realtà che riunisce passato, presente e futuro. 

Per il passato è segno dell'unica salvezza donataci da Yaushua il Mashiyach con la sua morte. Per il presente è segno del nostro impegno e della nostra vocazione di dedicare tutta la nostra vita al servizio del vero Dio Padre Yahuveh e del prossimo. Per il futuro è segno della nostra speranza di superamento delle logiche terrene nella storia ed oltre la storia per la potenza del "Mashiyah risorto". 

Ma questa realtà/prefigurazione di cui il battesimo è segno deve essere realizzata da una pratica che rispetti la Parola di Dio ed il suo contenuto. Nel nostro tempo in cui il linguaggio dei segni è più che mai attuale ed è stato rivalutato dall'antropologia culturale moderna, occorre ripristinare il profondo e l'originario significato del gesto battesimale, da conferirsi solo agli adulti credenti e convertiti, non per voler rispolverare un puro rito di ordine archelogico, ma per ridonargli il profondo significato di atto che esprime la fede nel Messiyah di Dio morto e risorto ed una prova della nostra conversione ai suoi ideali di amore di pace di fede e di speranza. 

Il battesimo diverrà così una "parola visibile", una parola espressa con un gesto.. SI' LO VOGLIO..!! 

Certi concetti assai profondi — scriveva Goethe — non si possono descrivere a parole, ma solo rivivere in un gesto.



di Asher



CHE COSA SIAMO NOI, CHE COSA VOGLIAMO FARE ?


L’apostolo Paolo scrive una lettera indirizzata alla congregazione di Roma che egli non conosce, che non ha fondato, nè mai visitato prima. 

“Ma soprattutto io desidero vedervi, perché in mezzo a voi anch’io possa sentirmi confortato da quella che è la vostra e la mia fede”.    (Rm. 1:12) 

I credenti che vivono a Roma provengono in parte dalla fede ebraica e in parte dal paganesimo e appartengono ai livelli più bassi della società romana del I°sec d.C.; sono operai, schiavi, artigiani e commercianti, sono persone molto diverse che hanno dei seri problemi ad integrarsi tra loro ed è comprensibile che, in queste condizioni risulti difficile formare una comunità unita; ma allo stesso tempo nascono divisioni e malintesi reciproci, inoltre, la loro fede è recente, a volte immatura. Questa lettera ai Romani scritta duemila anni fa è sempre attuale perché le parole di Paolo, sono ispirate dalla potenza dello Spirito Santo di Eloha che le rende vive; quella stessa potenza che gli Ebrei ostinatamente continuano a cercare nella Qabbalah mentre i pagani invece, influenzati dalla cultura greca, ricercano nel filone filosofico e gnostico. 

Un secolare e ingannevole filone di pensiero che insegna ad essere padroni di sè stessi perchè di natura divina, e operatori del proprio cambiamento e della consapevolezza personale attraverso un continuo approfondimento nella ricerca della verità. Perciò il motto di queste persone molto poco spirituali è:Sono io che decido, e non c’è nessun uomo che possa dirmi che cosa devo fare per essere salvato!!”. Questo tipo di persone seguono una falsa verità attraverso la sola intelligenza esegetica con ingordigia di sapere per apparire; e la loro esistenza diviene un fallimento. spirituale.

Oggi giorno che cosa sono diventati tutti coloro che si professano bravi credenti?

“Per la grazia che mi è stata data, dico a ciascuno di non sopravvalutarsi, ma di valutarsi invece nel modo giusto, secondo la misura della fede che Dio gli ha dato. In un solo corpo vi sono molte membra, ma non tutte hanno la stessa funzione. E così noi, che siamo molti, siamo tutti uniti ad Ha'MashiYah, e siamo uniti agli altri come parti di [un solo corpo]”.
(Rm 12: 3,5)

Tutti, per ego, tendiamo a sopravvalutarci. Sono solo i VERI DISCEPOLI che riconoscono  questo, e si comportano in maniera spirituale veramente Giusta. Forse un tempo lo abbiamo fatto perché non conoscevamo la Verità sul nostro Creatore e non eravamo affatto umili di fronte al Padre. Ma oggi dovremmo tutti avere una stessa mente e uno stesso spirito, dato che ci dichiariamo "Fratelli" nella stessa fede, ma questo non accade, perchè? Perchè non viene vissuta sinceramente quella Parola che con le labbra proclamiamo, e che poi invece clamorosamente SMENTIAMO CON LE NOSTRE OPERE DELLA FEDE. Dobbiamo ubbidire e FARE quello che ci è stato comandato nella Scrittura: 

"Soltanto, comportatevi in modo degno del messaggio del Messyah, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state [fermi] in uno [STESSO SPIRITO], combattendo [insieme] con un [medesimo animo] per la fede nella buona notizia, per nulla spaventati dagli avversari. Questo per loro è una prova evidente di perdizione; ma per voi di salvezza; e ciò da parte di Elohà."  (Filippesi 1:27,28)

Altre volte invece al contrario, ci sottovalutiamo e crediamo di essere inadeguati pensando di non essere degni di fare la volontà del Padre Nostro, e così la sfiducia verso il Creatore diventa fede nel nostro Ego-Sè. Le opere della fede che siamo chiamati a compiere si realizzano solo quando le compiamo nella nostra vita. Allora il Padre  vedendo la nostra buona volontà ci assiste con la sua potenza dove noi inceramente non arriviamo a fare di più. Noi non dobbiamo temere nulla, altrimenti la fede viene meno e sbagliando rechiamo biasimo al nostro Padre Celeste. Leggendo la frase: “..in un solo corpo vi sono molte membra..” dobbiamo pensare al popolo terreno del Re dei Re, a tutti quei gruppi formati da veri discepoli di Yahushua, che operano nel mondo senza tanti clamori, una popolazione carnale e spirituale di cui dovrebbero desiderare farne parte tutti coloro che stanno leggendo queste righe, e lo dico perché se abbiamo creduto alla Parola di Verità scritta per mezzo di un uomo del passato, vuol dire che siamo stati chiamati a questa partecipazione, ma non possiamo più indugiare poiché il tempo è  ormai davvero breve e s’allontana velocemente la speranza della salvezza, se non seguiamo i comandi ricevuti e facciamo della nostra speranza un illusorio e ingannevole;  "FAI DA TE, che sei servito come un re", che non ci salverà mai!!


Ognuno di noi ha ricevuto dei doni differenti, come viene ben specificato in Romani 12:6-21. Facciamoli perciò fruttare con Amore sincero per i nostri Amici e Fratelli! Altrimenti come si fa a dire di essere suoi servitori, se poi nel mondo ci presentiamo sì in nome suo, ma continuando a presentare i nostri gonfi e orgogliosi sè stessi? Tu che leggi queste righe forse partecipi attivamente all’interno di una piccolo gruppo che si riunisce per leggere e imparare la Sua Parola, ma non deve demoralizzarti per il fatto che sia piccola e sconosciuta, anzi devi pregare il Padre che mandi operai perché la messe è molta e, gli operai sono pochi. Così se è Sua Volontà potrebbe crescere più di quanto tu possa immaginare.  Parliamo con il Padre Nostro Yahuveh ogni giorno attraverso le  nostre preghiere; chiedendo l’aiuto a Lui per capire quali siano questi nostri doni, queste capacità di cui siamo stati dotati per grazia. Ma prima di tutto però dobbiamo fare ordine nella nostra vita, perché Yahuveh è un Elohà di ordine, e come possiamo comprendere quali sono i nostri doni ed esserne rappresentanti sulla terra, se nella nostra esistenza c’è ancora il disordine e la dissociazione tra pensare ed agire in armonia con la SUA Volontà? Non riceveremo proprio nulla e saremo persi.

I credenti della comunità romana avevano seri problemi da risolvere, e Paolo, con la forza dello Spirito Santo, riusciva a trovare parole forti e incoraggianti per quelle genti confuse . Egli era lontano fisicamente, però la distanza spiritualmente non poneva limiti alla sua fede, al suo vero amore Agape. Quei fedeli si criticavano l’uno contro l’altro, non gradivano le abitudini alimentari dei fratelli, erano convinti che alcuni cibi fossero impuri, ma nessun cibo è impuro poché tutto quanto sulla terra è stato creato da Elohà e chiedendo a Lui il ringraziamento e la benedizione del cibo con la preghiera, esso di fatto è puro! Non tolleravano i difetti altrui, come ancora oggi accade tra i credenti moderni. Perchè ci sono problemi dovuti alla immaturità spirituale nella fede. C’è comprensione di questa salvezza tramite il significato del Nome che salva: Yah’u’Shua? Si? Allora, perché incontriamo sempre le montagne? Perché allora ci poniamo nella condizione di non provare la gioia di AMARE insieme alla vita che ci è stata donata, i nostri Amici nella speranza, tutti i santi giorni della nostra vita? Questi doni devono essere usati con GIOIA senza paura di ciò che pensano gli increduli! Perché con la codardia diamo ragione al nemico nostro e di Yahuveh, e con la nostra ostinazione di cuore raccoglieremo quello che abbiamo seminato.




"Tu, invece, con la tua ostinazione e con l'impenitenza del tuo cuore, ti accumuli un tesoro d'ira per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Elohà. Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con perseveranza nel fare il bene cercano gloria, onore e immortalità; ma ira e indignazione a quelli che, per spirito di contesa, invece di ubbidire alla verità ubbidiscono all'ingiustizia. Tribolazione e angoscia sopra ogni uomo che fa il male; sul Giudeo prima e poi sul Greco; ma gloria, onore e pace a chiunque opera bene; al Giudeo prima e poi al Greco; perché davanti a Elohà non c'è favoritismo." (Romani 2:5-11) 

Che serva da lezione. Questi problemi nascono dalla carnalità individuale, che poi riversiamo sugli altri fratelli come colpe spesso inesistenti, pensando erroneamente che il difetto appartenga all'altro e noi invece siamo i giusti.

"Or noi, che siamo forti, dobbiamo sopportare le debolezze dei deboli e non compiacere a noi stessi. Ciascuno di noi compiaccia all'Amico, nel bene, a scopo di edificazione. Infatti anche il Messyah non compiacque a sé stesso; ma come è scritto: «Gli insulti di quelli che ti oltraggiano sono caduti sopra di me»."  (Romani 15:1-3)

 
NOI QUINDI COSA VOGLIAMO FARE??

L’età anagrafica è soltanto una scusa per non voler cambiare, maturare o riconoscere i propri difetti e le proprie debolezze. Spesso si sente dire: “ma sono giovane non capisco ancora..”, oppure: “sono troppo vecchio per cambiare”. Che ipocrisie!

Questi sono i pensieri che ronzano nella testa perché in verità, davanti a Elohà il Padre  Eterno la nostra età è ralativa, quindi bisogna smetterla di crogiolarsi nelle lamentele, serve onestà morale perché i propri comportamenti sbagliati e non ammmessi sono un condannarsi da se stessi, oppure cattiva testimonianza di fede di fronte all’universo intero. Le parole sbagliate, il proprio modo di vivere, possono diventare occasione di scandalo per altri fratelli o sorelle, perciò prima che accada l’irreparabile, prima che un dialogo sfoci in lite umiliamoci davanti a YAHuVEH per ottenere saggezza e risposte corrette, con mitezza e serenità ma sempre secondo le Sacre Scritture. E chi è più forte nella fede aiuti gli altri e non si concentri solo su sé stesso. Secondo il volere di Eloha, Paolo avvisa ed esorta (con amore) con parole chiare, semplici che non si prestano ad altre interpretazioni indirizzandole anche a noi come se questa lettera l’avesse scritta pochi giorni fa e non duemila anni addietro.  


“Ora Fratelli, vi esorto, in nome di YahuShua Ha'MashiYah, nostro Adonay, ad avere tutti un MEDESIMO PARLARE e a non avere divisioni tra di voi, ma a stare PERFETTAMENTE UNITI nel [MEDESIMO MODO DI PENSARE] e di sentire” (1 Cor. 1: 10)
Purtroppo tra i discepoli di una stessa ecclesia a volte i contrasti accadono e, gli stessi pensieri e le stesse convinzioni che dovrebbero condividere in comune, molte volte divergono a causa della scarsa unità spirituale, e dei fraintendimenti che vengono dalla presunzione e dal forte Ego che non si vogliono definitivamente inchiodare al palo; vale a dire che non si è ancora morti al peccato! 

Perciò queste contese spesso provengono da tutti quelli che non si sono mai davvero pentiti, ravveduti e sottomessi all'Autorità Suprema, nè hanno mai conosciuto e ricevuto in Verità quello stesso Spirito Santo di cui invece parlano e di cui si riempiono la bocca con finta umiltà e molta ipocrisia.

In fatto di stessi pensieri e stesse convinzioni, dovremmo tutti conformarci alla mente del MashiYah per poter finalmente osservare con occhi e pensieri spirituali; ne dobbbiamo essere tutti convinti, e crederci, assieme ai fratelli di fede e soltanto così il Corpo (il popolo del Re dei Re) può essere forte. Il bugiardo padre del male, osserva attentamente e valuta se il nostro impegno con Elohà è costante, progressivo. Con l’aumentare del nostro impegno nel servire YAHuVEH e il crescere della nostra maturità spirituale, aumentano di pari portata i suoi attacchi e questo dovrebbe darci gioia, sì perché significa solo una cosa: siamo dei fedeli operai del nostro Messyah. Significa che stiamo camminando sulla strada giusta. Ma se il bugiardo omicida attacca e riesce a colpire, (lasciando delle ferite spirituali profonde), significa solo una cosa: gli riesce facile perché in verità non siamo forti, ma vere schiappe spirituali, a causa della sottovalutazione del la nostra condizione spirituale e morale dentro di noi! 




Bisogna quindi comprendere due fattori importanti:


(
Leggere prima 1 Corinti 1:11-16)

I discepoli hanno scelto di battezzarsi, sentono di appartenere ad un uomo il quale ha annuciato loro il messaggio di salvezza e quest’uomo vede i discepoli come se fossero suoi figli e c’è un legame molto forte. Chi sceglie di battezzarsi lo fa nel profondo significato del nome di Yahushua e non nel nome di Paolo o di qualcun’altro. Nella comunità di Corinto, si formarono delle divisioni (sette) così come a Roma perché questi uomini invece di ascoltare lo Spirito di Elohà ascoltavano il proprio personale Ego e non vedevano la Salvezza con gli occhi spirituali, ma solo con occhi carnali. E questa Salvezza la identificavano nell'IDEOLOGIA ESEGETICA o TEOLOGIA INTELLETTUALE esposta da qualcuno (Paolo, Apollo, ecc.). Essi ancora carnali non comprendevano che gli Apostoli avevano sì la funzione di Fratelli maggiori che servivano per il loro progresso spirituale, ma che questo non significava che dovessero applicare l'esegesi di ognuno e dividersi per seguire le idee dell'uno o dell'altro, come purtroppo accade anche oggi con i molti Maestri di ogni ordine e grado che spiegano la Bibbia e la spiritualità secondo la scuola che essi hanno frequentato. Ma quale scuola avevano frequentato gli Apostoli? E quale i Discepoli che li seguivano? Non era sempre la STESSA? Lo Spirito Santo che nell'unità della congregazione RIVELA, RAMMEMORA E INSEGNA, utilizzando quelli che sono davvero in SPIRITO e VERITA' tra i componenti. Che vi piaccia o meno così è scritto e così accade veramente, perciò se volete fare politica (setta) potete sempre formare il vostro partito di cui renderete conto di fronte al Giudizio Universale. Punto!

"Timòteo, custodisci con cura tutto quello che ti è stato affidato. EVITA le chiacchiere contrarie alla fede, le obiezioni che provengono da una FALSA CONOSCENZA. Infatti ALCUNI hanno preteso di avere questa conoscenza, ma POI SI SONO ALLONTANATI dalla Fede..                                                                                                      
(1 Tim. 6:20,21)



(Leggere prima 1 Corinzi 1:18-25)

2) Gli Ebrei volevano i miracoli, ossia delle prove tangibili della potenza divina. Cercavano i segreti della Scienza di Elohà nella Qabbalah, non riconoscevano la venuta del MashiYah (tuttora la maggior parte non lo riconosce come Unigenito Figlio di YAHuVEH). Altri, sempre Ebrei riconoscevano l’esistenza terrena di Yahushua ma, a causa del proprio orgoglio si sentivano offesi e non ammettevano il MashiYah inchiodato al legno. Pensavano: “Ma come, il Figlio di Elohà morto amazzato? Non fa nulla per impedire questa morte? Dispone di superpoteri, è il Figlio di YAHuVEH”! Gli altri invece, influenzati dalla cultura greca, cercavano delle risposte secondo la ragione filosofica, ma sbagliavano anch’essi, per orgoglio. “Non è possibile l'esistenza e la morte di questo uomo”! Per gli increduli il messaggio di salvezza è pazzia, e così si sono persi.

Per Yahushua era molto, ma molto, più difficile saper rinunciare ai poteri dello Spirito Santo di cui era dotato. Anche lui, è stato uomo sulla terra, ha provato le nostre stesse emozioni e doveva attenersi ai comandi del Padre. Doveva dimostrare fedeltà al Padre davanti all’universo intero. E’ questo il segno che cercano gli increduli non volendo ammetterlo: Il MashiYah è potenza e sapienza di Elohà.

Dilaga l’apostasia nelle comunità del I° secolo d.C. e nascono le sette, oggi accade ugualmente.
I cattolici cercano i miracoli per procura (attraverso statue che piangono e frati ritratti in fotografia ma defunti), aspettando la potenza di una divinità che li vuole morti, mentre i filosofi e gli esegeti cercano la ragione, la sapienza di Elohaà a proprio uso e consumo ma l’Onnipotente li ha ridotti alla pazzia; non c’è niente di nuovo sotto il sole. 
"Perché la pazzia di Elohà è più sapiente della sapienza degli uomini, e la debolezza di Elohà è più forte della forza degli uomini". (1 Corinti 1: 24,25) 

Possono dire che Elohà non esiste, che Yahushua non esiste; oppure  che era un visionario e che siamo tutti dei pazzi. Allora dico sia Gloria a YAHuVEH! Possono dirci che siamo deboli e stupidi; perché rinunciamo al sesso facile, al desiderio di vendetta, alle menzogne, alla violenza, però i deboli non siamo noi, ma chi attua sopraffazioni, chi aggredisce gli indifesi e allora dico “Grazie Padre Nostro che ci doni la tua sapienza, la tua forza”!  

Concludo con lo stesso versetto con cui ho iniziato questo post, perché le parole ispirate dell’apostolo Paolo, non erano soltanto un suo desiderio espresso, ma bensì lo stesso pensiero che è comune a tutti quegli uomini di fede che nel mondo con coraggio e perseveranza continuano ad insegnare la Parola di Verità ad altri, pastori che aiutano a comprendere il messaggio di Salvezza in altrettante piccole e sconosciute ecclesie formate da semplici persone; e come Paolo desiderano sentirsi confortati dalla nostra fede. Ci sono i disordinati; alcuni deboli e poco maturi spiritualmente, ma se Elohà YAHuVEH ci ha fatto incontrare i suoi Messaggeri e spontaneamente abbiamo scelto di studiare la SUA PAROLA e di progredire nella fede e nella battaglia spirituale fino alla fine; allora andiamo avanti senza rendere vano tutto il lavoro fatto nelle assemblee, davanti a YAHuVEH, a Suo Figlio Yahushua e agli angeli del cielo impegnamoci, con gioia per rendere gloria al Padre; tutti assieme mentre ci riuniamo in mezzo a color gli appartengono, e cioè al Suo Popolo sulla terra che solo verrà salvato nell'Armagheddon finale. 

Il tempo è ormai davvero pochissimo, riuniamoci e accogliamoci gli uni gli altri con Amore e devozione mentre attendiamo la liberazione, facendo in modo di adempiere il desiderio dal nostro Amico e Fratello: 

"Ma soprattutto io desidero vedervi, perché in mezzo a voi anch’io possa sentirmi confortato da quella che è la vostra e la mia fede  (Romani 1:12) 

Vostro servo nella speranza.




ASHER 



Tratto da: INTERMATRIX




INGANNO IDOLATRICO SECOLARE
[BAAL significa "SIGNORE"]

TU CHI STAI INVOCANDO..??



 "Quel giorno avverrà», dice YAHuVEH, 
che tu mi chiamerai: Marito mio!
e NON MI CHIAMERAI PIU': [Mio Baal]!"
(Osea 2:16, note a margine, versione KJV)


Fino a quando resterete indecisi tra un'opinione e quella contraria? Se YAHUVEH è il vostro Adonay [Signore dei Signori], allora seguitelo: se invece lo è [Baal] (il Signore), seguite lui!” - (1 Re 18:21)


Baal-Gad” in Giosuè 11:17 significa Il Signore-dio della fortuna”



= G-d



Pronunciato Gawd, oppure God, e scritto GAD! Si veda Isaia 65:11 nota al margine, "Ma voi, che avete abbandonato Yahuveh, dimentichi del mio santo monte, che preparate una tavola per Gad [Fortuna] e riempite per Menì [Destino] la coppa di vino, io vi destino alla spada”. Gad è la “divinità babilonese” della Fortuna. - #1408 Strong exhaustive concordance.


Non c'è da stupirsi se la carta moneta americana riporta la dicitura “IN GOD WE TRUST”, confidiamo in God.. sì nel Dio Babilonese.. (pronuncia GAD cioè nel: [dio della fortuna]). 

Io sono YAHUVEH, [questo è il mio NOME]: e non cederò ad un altro la Mia Gloria..” (Isaia 42:8), (nota: in Giosuè 11:17, Baal-Gad è marcato con Qamets = vocale lunga A, ad indicare il luogo chiamato in onore del Signore-Dio=Baal-Gad).


 = Dios



Osservate attentamente il testo greco di Atti 14:13. Quale parola è tradotta in “Giove”..??
Si veda anche il testo greco di 2 Maccabei 6:2 “...e inoltre per profanare il tempio di Gerusalemme e dedicare questo a Giove Olimpio... come si confaceva agli abitanti del luogo”. Gli ebrei morivano nella fede per non avere adorato "Dios". Si veda la storia dei Maccabei.

Nel testo greco di Atti 28:11 c'è il riferimento ai [Dios-curoi], cioè “i figli di [G]iove”. La KJV li traduce come “Castore e Polluce”.



Tutti gli dei delle nazioni non sono che idoli: ma YAHUVEH ha creato i cieli” 
(Salmi 96:5)

ZEUS = DEUS
     “ = DEOS
    “ = DIOS
              “ = (O'theos)




Non vi farete idolo né immagine alcuna di quanto è [lassù nel cielo]...” - (Esodo 20:4)

"..e hanno mutato la Gloria di Elohà incorruttibile, in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile..." - (Rom. 1:23)

Solamente in alcune località, e specialmente a Creta, sopravvive una qualche forma del nomeZeus”, ma il dio continua a vivere con il titolo di [O'theos], un titolo così convenientemente equivoco che la cristianità può usarlo senza commettere eresia; ed allinearsi perfettamente con l'antica credenza pagana.(Greek and Roman Mythology, Appendice I, la sopravvivenza di antiche divinità e miti nella Grecia moderna, p. 312). 

I primi discepoli (Messianici) erano chiamati [ATEI] perchè negavano gli dei dei Greci e dei Romani (Funk & Wagnalls New Standard Encyclopedia)

E chi legge questo post, cosa starà pensando.. lo stesso..?? Non c'è nulla di nuovo sotto il sole..!!


CHRIST = KRISHNA




"Non chiunque mi dice: Signore, Signore,
entrerà nel Regno dei Cieli, ma solamente
chi fà la volontà del Padre mio che è nei cieli"

(Matt. 7:21)


“Krsna, il cui nome si pronuncia attualmente Krsta in molte parti dell'India.”(Mythology of All Races, Vol. 6, p. 178)

La mitologia, il folklore ed i simboli presentano allo stesso modo il nome "Krsta" come una variante di Krsna. I Russi scrivono Xhrista, e lo pronunciano "Christa".


Khri significa anche “bianco”, oppure “apertura”; Khris, l'orbita del Sole. Krishna era il dio Hindu del Sole.” (Morals and Dogma, p. 78)

Kriss Kringle significa Cristo bambino, (si vedano i dizionari) usato anche anni fa per Santa Clause. In greco Cristo si scrive; Xristos.


La X sta per Cristo, come in Xian=Christian, Xmas=Christmas”. (Noah Webster's (1828) American Dictionary). La X può anche significare Chronos, o Saturno.

ESUS = Ecyc Gesù nella lingua Mongola
               = Isus Gesù in lingua Croata e Rumena
    = Eesoos, Gesù in lingua Russa
           = Esu un dio "dell'inganno" in Africa
                            = Esu nella lingua cuneiforme corrisponde a Isis
                                             = Esu uno dei titoli principali di Tammuz



“Esu, uno dei principali titoli di Tammuz” (Mythology of All Races Vol. 5 p. 131)

Hesus. Detto anche Esus. Nella [religione celtica] (pagana=padana), egli era il [dio supremo]” (Dictionary of Pagan Religions)

“I primi Druidi erano i veri figli dei Magi, e le loro origini risalgono all'Egitto ed alla Caldea; cioè, alle pure fonti della Cabala primitiva. Essi adoravano la Trinità sotto il nome di Isis o Hesus, la Suprema Armonia; di Belen (nome di una nota donna di spettacolo..) o Bel (Baal), che in Assiro significa [SIGNORE].” (Morals and Dogma, p. 103)


“Le tre lettere S S S in greco:



erano il simbolo di Isis (Esus), che in tal modo è connessa al 666” (Number in Scripture, p. 49 di E.W. Bullinger)

 QUALE PERSONAGGIO VI RAMMEMORA, QUESTA DEA PAGANA..??

“Ed ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai YAHUSHUA: Egli infatti salverà il Suo popolo dai loro peccati.” (Matteo 1:21).

Riprendendo storie già accadute nel passato (chi non è mai nato da donna..??), le hanno adattate alla moderna Cristianità Pagana. Ma la Parola di Elohà, afferma:

“Io sono YAHUVEH, questo è il mio nome: e non cederò ad un altro la Mia Gloria, né la Mia lode sarà data ad immagini forgiate” (Isaia 42:8)


Yahuveh usato dai Discepoli
Jova dai padri Ante-Niceni
Yave usato dagli orientali e spagnoli in genere
Yahuweh usato spesso dagli anglosassoni

Se doveste contraffare un biglietto da cento dollari, non lo fareste assomigliare il più possibile all'originale..?? Allo stesso modo, qualsiasi nome che si discosti dall'originale è una contraffazione..!! Ha solo un'apparenza di genuinità, ma è falso. Ci vuole uno studio attento.. molto attento..!!

“Tra l'errore e la verità c'è un conflitto insolubile. Sostenere e difendere l'uno equivale ad attaccare e sovvertire l'altra.” (The Great Controversy, p. 126)

Nello scenario del tempo della fine, la Bibbia dice della Bestia, che “aprì la sua bocca in blasfemia verso Dio, per bestemmiare il Suo nome e la sua dimora, contro tutti coloro che risiedono nei cieli. E gli fu concesso di fare guerra ai santi e di vincerli; e gli fu dato potere su ogni tribù, popolo, lingua e nazione.” Apocalisse 13:6, 7. Ma nel libro di Daniele sta scritto che mentre YAHUSHUA si trova nel luogo più alto del santuario celeste di fronte al Padre (l'Antico dei giorni) “Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue Lo servivano.” (Daniele 7:14).

Le lingue moderne possono essere usate per pronunciare il NOME che salva: "YAHUSHUA", seguendo le regole della traslitterazione, lettera per lettera, suono per suono, restando fedeli all'Ebraico il più possibile, per quanto riguarda la questione del NOME del prescelto di Yah.

“Darò ai popoli una lingua pura, in modo che possano invocare il nome di YAHUVEH, per servirlo di comune accordo.” Sofonia 3:9

Sembra strano che la parola "Dios" si possa essere conservato, lettera per lettera, suono per suono, dall'antica Grecia fino all'odierno Messico. Perchè non è stata prestata la stessa cura al nome del Creatore dei cieli e della terra e del Suo Messyah..?!?

Al giorno d'oggi gli spagnoli chiamano “Dios” il Creatore, ma in antichità questo era il nome di Zeus e di [G]iove. Infatti la parola greca usata per “Giove” in Atti 14:13 è "Dios", la stessa parola che si trova in 2 Maccabei 6:2. Anticamente gli Ebrei preferivano morire che rendere culto a “Dios”, e così facevano; basta leggere la storia dei Maccabei. Inoltre gli spagnoli chiamano il Salvatore “Jesus”, pronunciato HehSus; guarda caso, il dio supremo dei Druidi si chiamava proprio "Hesus".

Perchè è accaduto questo? “I missionari gesuiti hanno giocato un ruolo cruciale nel diffondere il Cattolicesimo in Asia, Africa ed America Latina. Gli studiosi gesuiti hanno contribuito fortemente alla filosofia, allo studio delle lingue, e soprattutto alla teologia.” (Encyclopedia Americana)

Questo spiega come mai il popolo spagnolo invoca queste varie divinità.


Attualmente i preti e gli studiosi teologi della Chiesa di lingua spagnola insegnano che il nome giusto è  "Yavè", ma dicono che si pronuncia nello stesso modo che "Jovè" .

Nel 1672, Wilkins National Religion p. 51, “Credendo in una sola suprema Divinità, il Padre di tutti i poteri subordinati: ...il quale essi chiamano "Giove" oppure "Jove", con esplicito riferimento al nome masoretico [Jehovah].” (Oxford English Dictionary, sotto la voce “Jove”). 

Jove = Jehovah
Giove = Geova

Nel libro Two Babylons di Alexander Hislop, è dimostrato che “Jove” era usato come il nome prescelto, si vedano le pagg. 26 e 73. Gli studiosi ed i monaci Cattolici non hanno alcun problema con la forma Yahweh! In effetti, anche se con molte riserve la stanno lentamente sdoganando. Essa è contenuta nella loro Nuova Bibbia di Gerusalemme e nella Nuova Bibbia Americana in Genesi 22:14 e Esodo 17:15, etc.

Nel dizionario greco di Strong's Concordance n°2203, troviamo che Jove è il nome di Giove e di Zeus. Eppure in Numeri 21:14 di Originenis Hexapla, al posto del tetragramma si trova la parola “Jovae”.

Quando la “a” viene prima della “e” come nella parola sopra, è un accenno al vecchio stile di combinazione delle lettere come as, ae, come in “Judaea”; altri lo scrivono “Judea”, mentre le vecchie versioni di buona qualità di King James combinano le varie versioni in “Judaea”.

Come possono i veri discepoli, vivendo negli ultimi tempi della storia terrena, e professando di amare l'apparizione di Yahushua, Re dei Re, sulle grandi nubi di gloria, accettare un nome che è stato inventato o creato dalle mani dell'uomo? 

E soprattutto gli Gnostici! Come possono tollerare gli dei della chiesa Cattolica Romana?

Ma che dovremmo dire di tutte le testimonianze e le forme del nome prescelto provenienti dal resto del mondo non greco? Che dire degli studiosi latini? E di coloro che praticano il riposo del sabato nell'Europa Occidentale? E degli Arabi? E degli Indiani Americani e tutti gli altri? Come mai la dottrina ufficiale tralascia tutte queste versioni, e considera solo i Greci?  
STAY TUNED... 

Nel frattempo, godetevi questo SCONVOLGENTE VIDEO, sconsigliato agli ipocriti religionisti falsi e bigotti:











"Poiché non c'è nulla di nascosto che non debba essere reso manifesto, né di occulto che non debba essere conosciuto e venire alla luce." - (Luca 8:17)

E' TEMPO DI VERITA'..!!


In Verità.






Credits: Tank's to sister Giulia for his work in honor of our Master Yahushua