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(sotto la trascrizione del testo)


In ebraico il nome del Creatore è composto da quattro lettere. Questo nome è spesso chiamato “Tetragrammaton”, cioè parola di quattro lettere.

In ebraico, il tetragramma si pronuncia con le lettere: Yod Hay Vav Hay.

Y H V H

Il terzo comandamento dice che “non dobbiamo pronunciare il nome del nostro Creatore invano”, cioè che non dobbiamo pronunciare il Tetragramma invano.
Ci sono tuttavia diverse interpretazioni su quale sia il vero significato di questo comandamento. La tradizione giudaica vuole che il comandamento significhi il DIVIETO di PRONUNCIARE il Tetragramma ad alta voce. Da qui la necessità di sostituirlo con altre parole, come “Adonai” (Signore dei signori) oppure “HaShem” (che significa “il nome”).

In questo studio, spieghiamo perchè questa pratica non sia affatto coerente con le Scritture.

In breve, nell'antica Israele (e nella Torah), gli Israeliti DOVEVANO PRONUNCIARE il nome del Creatore.

In Ruth 2:4 vediamo che il nome del Creatore è usato come saluto quotidiano, e anche come una forma di benedizione.
In Numeri 6:24-26 nella benedizione del Sommo Sacerdote, il Creatore comanda di invocare il suo nome tre volte distintamente, così che il suo popolo possa ricevere la Sua benedizione.
In Salmi 91:14 il Creatore ci dice che BENEDIRA' coloro che CONOSCONO il SUO NOME e che INVOCANO il suo nome.

Ci sono moltissimi altri esempi scritti che spiegano perchè il Creatore vuole che usiamo il suo nome, ma questi dovrebbero bastare a dimostrare il fatto che Egli desidera espressamente che il suo nome sia pronunciato piuttosto che nascosto.
Il nostro intento in questa sede è di spiegare come possiamo pronunciare il tetragramma (Yod Hay Vav Hay).

Ad ogni modo, per riassumere: la lettera ebraica Yod (o Yud) si pronuncia “yuh” “ee” o “yee” a seconda della vocale ad essa associata, ma fondamentalmente la lettera Yod produce un suono corrispondente a “i” “ai” o “y”.
La lettera ebraica Hay si pronuncia “ah”, “eh” o “huh”, e contiene fondamentalmente un suono di acca aspirata.
La lettera ebraica Vav si pronuncia “vuh”, “wuh”, “oh” o “u”, cioè produce un suono corrispondente a una “v”, a una “w” o a una “u”.
L'ultima lettera del Tetragramma Hay si pronuncia come sopra.
Fra un momento parleremo di come possiamo pronunciare tutti questi suoni insieme (guardare il video) ma prima dobbiamo chiarire che cos'è il testo “Masoretico” ebraico in cui si trova il nome del nostro Creatore.
Il testo ebraico da cui sono tratte tutte le maggiori traduzioni odierne delle Scritture è chiamato testo Masoretico. Esso fu compilato da un gruppo detto dei “Masoreti” nel Medioevo. Il termine Masoreti significa “Signori della Tradizione”.

I Masoreti compilarono la loro versione del testo ebraico all'incirca tra il 700 e il 1000 d.C.
L'ebraico è sempre stato scritto esclusivamente con le consonanti ma come l'inglese, anche l'ebraico è formato sia da consonanti che da vocali.
E proprio come in inglese, la pronuncia di queste combinazioni di lettere può cambiare a seconda delle diverse combinazioni di consonanti e vocali.
Consideriamo ad esempio le diverse pronunce delle parole inglesi through, cough, bough, brought, tough; tutte queste parole contengono la combinazione di lettere “ough” eppure hanno ciascuna una pronuncia diversa. Lo stesso principio si applica all'ebraico.

Il testo Masoretico ebraico fornisce determinate vocali da associare al tetragramma, che ci SUGGERISCONO quale sia la pronuncia del Nome Divino [VOLUTA] dai Masoreti. Gli studiosi hanno versioni contrastanti sul quando e sul come queste vocali siano state inserite, ma se si pronuncia il tetragramma per come è REDATTO nel testo Masoretico, si ottiene come risultato “Yehovah”.

Secondo i "Signori della Tradizione" qui lo Yod con i due punti sotto ha il suono “yee”, la Hay produce il suono di un'acca aspirata “ah” e qualche volta si ottiene un suono “ho” aggiungendo un ulteriore puntino in alto a sinistra. La combinazione della Vav con la vocale simile ad una piccola T e la Hay finale produce un suono come “vah”, abbiamo quindi come risultato finale la parola:

YEHOVAH

Tuttavia questa pronuncia Masoretica non è priva di PROBLEMI. il primo problema è che essa richiede l'introduzione artificiosa di un suono “ho” appena dopo la prima lettera “-ah”; un'altro problema è che mentre l'ebraico scritto odierno usa sia consonanti che vocali, le vocali stesse non compaiono mai in forma scritta PRIMA dei testi Masoretici.
Questo vuol dire che il testo Masoretico redatto all'incirca nel 900 d.C. è il primo documento ebraico di cui si ha notizia che usi la forma scritta delle vocali.  

Molti studiosi ritengono che furono gli stessi Masoreti a creare queste vocali scritte, altri credono che i Masoreti stessero cercando di standardizzare la pronuncia dell'ebraico mettendo per iscritto vocali che erano sempre esistite ma non erano state registrate prima di quel tempo, perchè la pergamena era molto cara e scrivere anche le vocali avrebbe comportato un impegno molto più gravoso e costoso.
Comunque sia la spiegazione che se ne vuole dare, resta il fatto che nessun testo ebraico prima del testo Masoretico contiene le vocali in forma scritta.

Ad esempio, i rotoli del Mar Morto furono scritti centinaia di anni prima,  non contengono le vocali scritte, ma solo le consonanti.
 
Accettando l'ipotesi che i Masoreti abbiano trascritto vocali già esistenti e non le abbiano create ex novo, alcuni studiosi si chiedono come possiamo fare a sapere se esse rispecchiano fedelmente la reale pronuncia.

Inoltre, bisogna notare anche il fatto che, in vari punti, il testo dei "Signori della Tradizione" non concilia con un altra antica versione dell'Antico Testamento (scritta circa nel 300-400 a.C.). Quest'altra antica versione è chiamata la "Settanta" (Antico Testamento tradotto in greco). La Settanta fu originariamente commissionata dal sommo sacerdote intorno al 300-400 a.C. come traduzione ufficiale dei rotoli in lingua ebraica usati dai sacerdoti.

Essa fu redatta per essere usata da altri ebrei nel mondo, ed era al tempo stesso molto rispettata e ritenuta molto affidabile. Essendo una traduzione ufficiale, dovrebbe essere una traduzione perfetta dei testi ebraici antichi che erano in uso da parte dei sacerdoti ai tempi della sua redazione, circa 300-400 anni prima del ministero di Yahushua. Quindi, se teniamo a mente che la Settanta è una traduzione "ufficiale" molto più antica di quella dei Masoreti, possiamo notare una serie di cose sorprendenti.

Il Patto Rinnovato (anche chiamato il Nuovo Testamento) cita molti passaggi che non sono presenti nel testo ebraico Masoretico, o che in alternativa sono molto diversi dai corrispondenti Masoretici. Tuttavia questi stessi versetti compaiono nella "Settanta Greca", e di solito sono corrispondenti a quelli riportati nel Nuovo Testamento.
Alcuni studiosi anti-messianici sostengono che dal momento che il Patto Rinnovato (Nuovo Testamento) non combacia con il testo ebraico Masoretico, lo stesso Nuovo Testamento non sarebbe affidabile.
 
Secondo la loro logica, anche se il Nuovo Testamento ha delle corrette corrispondenze con la più antica Settanta greca, poiché esso non combacia con il più recente documento ebraico Masoretico, non può essere ritenuto degno di fede.
Tuttavia, questo criterio è diametralmente opposto a quello usato generalmente per determinare l'accuratezza nei documenti antichi.
Di solito, più un testo è antico, e più si presume che esso sia affidabile.


Fine della prima parte...