SEMPLICEVERITA'

TUTTO E' RELATIVO, MA SOLO UNA E' LA VERITA'

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di Asher



CHE COSA SIAMO NOI, CHE COSA VOGLIAMO FARE ?


L’apostolo Paolo scrive una lettera indirizzata alla congregazione di Roma che egli non conosce, che non ha fondato, nè mai visitato prima. 

“Ma soprattutto io desidero vedervi, perché in mezzo a voi anch’io possa sentirmi confortato da quella che è la vostra e la mia fede”.    (Rm. 1:12) 

I credenti che vivono a Roma provengono in parte dalla fede ebraica e in parte dal paganesimo e appartengono ai livelli più bassi della società romana del I°sec d.C.; sono operai, schiavi, artigiani e commercianti, sono persone molto diverse che hanno dei seri problemi ad integrarsi tra loro ed è comprensibile che, in queste condizioni risulti difficile formare una comunità unita; ma allo stesso tempo nascono divisioni e malintesi reciproci, inoltre, la loro fede è recente, a volte immatura. Questa lettera ai Romani scritta duemila anni fa è sempre attuale perché le parole di Paolo, sono ispirate dalla potenza dello Spirito Santo di Eloha che le rende vive; quella stessa potenza che gli Ebrei ostinatamente continuano a cercare nella Qabbalah mentre i pagani invece, influenzati dalla cultura greca, ricercano nel filone filosofico e gnostico. 

Un secolare e ingannevole filone di pensiero che insegna ad essere padroni di sè stessi perchè di natura divina, e operatori del proprio cambiamento e della consapevolezza personale attraverso un continuo approfondimento nella ricerca della verità. Perciò il motto di queste persone molto poco spirituali è:Sono io che decido, e non c’è nessun uomo che possa dirmi che cosa devo fare per essere salvato!!”. Questo tipo di persone seguono una falsa verità attraverso la sola intelligenza esegetica con ingordigia di sapere per apparire; e la loro esistenza diviene un fallimento. spirituale.

Oggi giorno che cosa sono diventati tutti coloro che si professano bravi credenti?

“Per la grazia che mi è stata data, dico a ciascuno di non sopravvalutarsi, ma di valutarsi invece nel modo giusto, secondo la misura della fede che Dio gli ha dato. In un solo corpo vi sono molte membra, ma non tutte hanno la stessa funzione. E così noi, che siamo molti, siamo tutti uniti ad Ha'MashiYah, e siamo uniti agli altri come parti di [un solo corpo]”.
(Rm 12: 3,5)

Tutti, per ego, tendiamo a sopravvalutarci. Sono solo i VERI DISCEPOLI che riconoscono  questo, e si comportano in maniera spirituale veramente Giusta. Forse un tempo lo abbiamo fatto perché non conoscevamo la Verità sul nostro Creatore e non eravamo affatto umili di fronte al Padre. Ma oggi dovremmo tutti avere una stessa mente e uno stesso spirito, dato che ci dichiariamo "Fratelli" nella stessa fede, ma questo non accade, perchè? Perchè non viene vissuta sinceramente quella Parola che con le labbra proclamiamo, e che poi invece clamorosamente SMENTIAMO CON LE NOSTRE OPERE DELLA FEDE. Dobbiamo ubbidire e FARE quello che ci è stato comandato nella Scrittura: 

"Soltanto, comportatevi in modo degno del messaggio del Messyah, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state [fermi] in uno [STESSO SPIRITO], combattendo [insieme] con un [medesimo animo] per la fede nella buona notizia, per nulla spaventati dagli avversari. Questo per loro è una prova evidente di perdizione; ma per voi di salvezza; e ciò da parte di Elohà."  (Filippesi 1:27,28)

Altre volte invece al contrario, ci sottovalutiamo e crediamo di essere inadeguati pensando di non essere degni di fare la volontà del Padre Nostro, e così la sfiducia verso il Creatore diventa fede nel nostro Ego-Sè. Le opere della fede che siamo chiamati a compiere si realizzano solo quando le compiamo nella nostra vita. Allora il Padre  vedendo la nostra buona volontà ci assiste con la sua potenza dove noi inceramente non arriviamo a fare di più. Noi non dobbiamo temere nulla, altrimenti la fede viene meno e sbagliando rechiamo biasimo al nostro Padre Celeste. Leggendo la frase: “..in un solo corpo vi sono molte membra..” dobbiamo pensare al popolo terreno del Re dei Re, a tutti quei gruppi formati da veri discepoli di Yahushua, che operano nel mondo senza tanti clamori, una popolazione carnale e spirituale di cui dovrebbero desiderare farne parte tutti coloro che stanno leggendo queste righe, e lo dico perché se abbiamo creduto alla Parola di Verità scritta per mezzo di un uomo del passato, vuol dire che siamo stati chiamati a questa partecipazione, ma non possiamo più indugiare poiché il tempo è  ormai davvero breve e s’allontana velocemente la speranza della salvezza, se non seguiamo i comandi ricevuti e facciamo della nostra speranza un illusorio e ingannevole;  "FAI DA TE, che sei servito come un re", che non ci salverà mai!!


Ognuno di noi ha ricevuto dei doni differenti, come viene ben specificato in Romani 12:6-21. Facciamoli perciò fruttare con Amore sincero per i nostri Amici e Fratelli! Altrimenti come si fa a dire di essere suoi servitori, se poi nel mondo ci presentiamo sì in nome suo, ma continuando a presentare i nostri gonfi e orgogliosi sè stessi? Tu che leggi queste righe forse partecipi attivamente all’interno di una piccolo gruppo che si riunisce per leggere e imparare la Sua Parola, ma non deve demoralizzarti per il fatto che sia piccola e sconosciuta, anzi devi pregare il Padre che mandi operai perché la messe è molta e, gli operai sono pochi. Così se è Sua Volontà potrebbe crescere più di quanto tu possa immaginare.  Parliamo con il Padre Nostro Yahuveh ogni giorno attraverso le  nostre preghiere; chiedendo l’aiuto a Lui per capire quali siano questi nostri doni, queste capacità di cui siamo stati dotati per grazia. Ma prima di tutto però dobbiamo fare ordine nella nostra vita, perché Yahuveh è un Elohà di ordine, e come possiamo comprendere quali sono i nostri doni ed esserne rappresentanti sulla terra, se nella nostra esistenza c’è ancora il disordine e la dissociazione tra pensare ed agire in armonia con la SUA Volontà? Non riceveremo proprio nulla e saremo persi.

I credenti della comunità romana avevano seri problemi da risolvere, e Paolo, con la forza dello Spirito Santo, riusciva a trovare parole forti e incoraggianti per quelle genti confuse . Egli era lontano fisicamente, però la distanza spiritualmente non poneva limiti alla sua fede, al suo vero amore Agape. Quei fedeli si criticavano l’uno contro l’altro, non gradivano le abitudini alimentari dei fratelli, erano convinti che alcuni cibi fossero impuri, ma nessun cibo è impuro poché tutto quanto sulla terra è stato creato da Elohà e chiedendo a Lui il ringraziamento e la benedizione del cibo con la preghiera, esso di fatto è puro! Non tolleravano i difetti altrui, come ancora oggi accade tra i credenti moderni. Perchè ci sono problemi dovuti alla immaturità spirituale nella fede. C’è comprensione di questa salvezza tramite il significato del Nome che salva: Yah’u’Shua? Si? Allora, perché incontriamo sempre le montagne? Perché allora ci poniamo nella condizione di non provare la gioia di AMARE insieme alla vita che ci è stata donata, i nostri Amici nella speranza, tutti i santi giorni della nostra vita? Questi doni devono essere usati con GIOIA senza paura di ciò che pensano gli increduli! Perché con la codardia diamo ragione al nemico nostro e di Yahuveh, e con la nostra ostinazione di cuore raccoglieremo quello che abbiamo seminato.




"Tu, invece, con la tua ostinazione e con l'impenitenza del tuo cuore, ti accumuli un tesoro d'ira per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Elohà. Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con perseveranza nel fare il bene cercano gloria, onore e immortalità; ma ira e indignazione a quelli che, per spirito di contesa, invece di ubbidire alla verità ubbidiscono all'ingiustizia. Tribolazione e angoscia sopra ogni uomo che fa il male; sul Giudeo prima e poi sul Greco; ma gloria, onore e pace a chiunque opera bene; al Giudeo prima e poi al Greco; perché davanti a Elohà non c'è favoritismo." (Romani 2:5-11) 

Che serva da lezione. Questi problemi nascono dalla carnalità individuale, che poi riversiamo sugli altri fratelli come colpe spesso inesistenti, pensando erroneamente che il difetto appartenga all'altro e noi invece siamo i giusti.

"Or noi, che siamo forti, dobbiamo sopportare le debolezze dei deboli e non compiacere a noi stessi. Ciascuno di noi compiaccia all'Amico, nel bene, a scopo di edificazione. Infatti anche il Messyah non compiacque a sé stesso; ma come è scritto: «Gli insulti di quelli che ti oltraggiano sono caduti sopra di me»."  (Romani 15:1-3)

 
NOI QUINDI COSA VOGLIAMO FARE??

L’età anagrafica è soltanto una scusa per non voler cambiare, maturare o riconoscere i propri difetti e le proprie debolezze. Spesso si sente dire: “ma sono giovane non capisco ancora..”, oppure: “sono troppo vecchio per cambiare”. Che ipocrisie!

Questi sono i pensieri che ronzano nella testa perché in verità, davanti a Elohà il Padre  Eterno la nostra età è ralativa, quindi bisogna smetterla di crogiolarsi nelle lamentele, serve onestà morale perché i propri comportamenti sbagliati e non ammmessi sono un condannarsi da se stessi, oppure cattiva testimonianza di fede di fronte all’universo intero. Le parole sbagliate, il proprio modo di vivere, possono diventare occasione di scandalo per altri fratelli o sorelle, perciò prima che accada l’irreparabile, prima che un dialogo sfoci in lite umiliamoci davanti a YAHuVEH per ottenere saggezza e risposte corrette, con mitezza e serenità ma sempre secondo le Sacre Scritture. E chi è più forte nella fede aiuti gli altri e non si concentri solo su sé stesso. Secondo il volere di Eloha, Paolo avvisa ed esorta (con amore) con parole chiare, semplici che non si prestano ad altre interpretazioni indirizzandole anche a noi come se questa lettera l’avesse scritta pochi giorni fa e non duemila anni addietro.  


“Ora Fratelli, vi esorto, in nome di YahuShua Ha'MashiYah, nostro Adonay, ad avere tutti un MEDESIMO PARLARE e a non avere divisioni tra di voi, ma a stare PERFETTAMENTE UNITI nel [MEDESIMO MODO DI PENSARE] e di sentire” (1 Cor. 1: 10)
Purtroppo tra i discepoli di una stessa ecclesia a volte i contrasti accadono e, gli stessi pensieri e le stesse convinzioni che dovrebbero condividere in comune, molte volte divergono a causa della scarsa unità spirituale, e dei fraintendimenti che vengono dalla presunzione e dal forte Ego che non si vogliono definitivamente inchiodare al palo; vale a dire che non si è ancora morti al peccato! 

Perciò queste contese spesso provengono da tutti quelli che non si sono mai davvero pentiti, ravveduti e sottomessi all'Autorità Suprema, nè hanno mai conosciuto e ricevuto in Verità quello stesso Spirito Santo di cui invece parlano e di cui si riempiono la bocca con finta umiltà e molta ipocrisia.

In fatto di stessi pensieri e stesse convinzioni, dovremmo tutti conformarci alla mente del MashiYah per poter finalmente osservare con occhi e pensieri spirituali; ne dobbbiamo essere tutti convinti, e crederci, assieme ai fratelli di fede e soltanto così il Corpo (il popolo del Re dei Re) può essere forte. Il bugiardo padre del male, osserva attentamente e valuta se il nostro impegno con Elohà è costante, progressivo. Con l’aumentare del nostro impegno nel servire YAHuVEH e il crescere della nostra maturità spirituale, aumentano di pari portata i suoi attacchi e questo dovrebbe darci gioia, sì perché significa solo una cosa: siamo dei fedeli operai del nostro Messyah. Significa che stiamo camminando sulla strada giusta. Ma se il bugiardo omicida attacca e riesce a colpire, (lasciando delle ferite spirituali profonde), significa solo una cosa: gli riesce facile perché in verità non siamo forti, ma vere schiappe spirituali, a causa della sottovalutazione del la nostra condizione spirituale e morale dentro di noi! 




Bisogna quindi comprendere due fattori importanti:


(
Leggere prima 1 Corinti 1:11-16)

I discepoli hanno scelto di battezzarsi, sentono di appartenere ad un uomo il quale ha annuciato loro il messaggio di salvezza e quest’uomo vede i discepoli come se fossero suoi figli e c’è un legame molto forte. Chi sceglie di battezzarsi lo fa nel profondo significato del nome di Yahushua e non nel nome di Paolo o di qualcun’altro. Nella comunità di Corinto, si formarono delle divisioni (sette) così come a Roma perché questi uomini invece di ascoltare lo Spirito di Elohà ascoltavano il proprio personale Ego e non vedevano la Salvezza con gli occhi spirituali, ma solo con occhi carnali. E questa Salvezza la identificavano nell'IDEOLOGIA ESEGETICA o TEOLOGIA INTELLETTUALE esposta da qualcuno (Paolo, Apollo, ecc.). Essi ancora carnali non comprendevano che gli Apostoli avevano sì la funzione di Fratelli maggiori che servivano per il loro progresso spirituale, ma che questo non significava che dovessero applicare l'esegesi di ognuno e dividersi per seguire le idee dell'uno o dell'altro, come purtroppo accade anche oggi con i molti Maestri di ogni ordine e grado che spiegano la Bibbia e la spiritualità secondo la scuola che essi hanno frequentato. Ma quale scuola avevano frequentato gli Apostoli? E quale i Discepoli che li seguivano? Non era sempre la STESSA? Lo Spirito Santo che nell'unità della congregazione RIVELA, RAMMEMORA E INSEGNA, utilizzando quelli che sono davvero in SPIRITO e VERITA' tra i componenti. Che vi piaccia o meno così è scritto e così accade veramente, perciò se volete fare politica (setta) potete sempre formare il vostro partito di cui renderete conto di fronte al Giudizio Universale. Punto!

"Timòteo, custodisci con cura tutto quello che ti è stato affidato. EVITA le chiacchiere contrarie alla fede, le obiezioni che provengono da una FALSA CONOSCENZA. Infatti ALCUNI hanno preteso di avere questa conoscenza, ma POI SI SONO ALLONTANATI dalla Fede..                                                                                                      
(1 Tim. 6:20,21)



(Leggere prima 1 Corinzi 1:18-25)

2) Gli Ebrei volevano i miracoli, ossia delle prove tangibili della potenza divina. Cercavano i segreti della Scienza di Elohà nella Qabbalah, non riconoscevano la venuta del MashiYah (tuttora la maggior parte non lo riconosce come Unigenito Figlio di YAHuVEH). Altri, sempre Ebrei riconoscevano l’esistenza terrena di Yahushua ma, a causa del proprio orgoglio si sentivano offesi e non ammettevano il MashiYah inchiodato al legno. Pensavano: “Ma come, il Figlio di Elohà morto amazzato? Non fa nulla per impedire questa morte? Dispone di superpoteri, è il Figlio di YAHuVEH”! Gli altri invece, influenzati dalla cultura greca, cercavano delle risposte secondo la ragione filosofica, ma sbagliavano anch’essi, per orgoglio. “Non è possibile l'esistenza e la morte di questo uomo”! Per gli increduli il messaggio di salvezza è pazzia, e così si sono persi.

Per Yahushua era molto, ma molto, più difficile saper rinunciare ai poteri dello Spirito Santo di cui era dotato. Anche lui, è stato uomo sulla terra, ha provato le nostre stesse emozioni e doveva attenersi ai comandi del Padre. Doveva dimostrare fedeltà al Padre davanti all’universo intero. E’ questo il segno che cercano gli increduli non volendo ammetterlo: Il MashiYah è potenza e sapienza di Elohà.

Dilaga l’apostasia nelle comunità del I° secolo d.C. e nascono le sette, oggi accade ugualmente.
I cattolici cercano i miracoli per procura (attraverso statue che piangono e frati ritratti in fotografia ma defunti), aspettando la potenza di una divinità che li vuole morti, mentre i filosofi e gli esegeti cercano la ragione, la sapienza di Elohaà a proprio uso e consumo ma l’Onnipotente li ha ridotti alla pazzia; non c’è niente di nuovo sotto il sole. 
"Perché la pazzia di Elohà è più sapiente della sapienza degli uomini, e la debolezza di Elohà è più forte della forza degli uomini". (1 Corinti 1: 24,25) 

Possono dire che Elohà non esiste, che Yahushua non esiste; oppure  che era un visionario e che siamo tutti dei pazzi. Allora dico sia Gloria a YAHuVEH! Possono dirci che siamo deboli e stupidi; perché rinunciamo al sesso facile, al desiderio di vendetta, alle menzogne, alla violenza, però i deboli non siamo noi, ma chi attua sopraffazioni, chi aggredisce gli indifesi e allora dico “Grazie Padre Nostro che ci doni la tua sapienza, la tua forza”!  

Concludo con lo stesso versetto con cui ho iniziato questo post, perché le parole ispirate dell’apostolo Paolo, non erano soltanto un suo desiderio espresso, ma bensì lo stesso pensiero che è comune a tutti quegli uomini di fede che nel mondo con coraggio e perseveranza continuano ad insegnare la Parola di Verità ad altri, pastori che aiutano a comprendere il messaggio di Salvezza in altrettante piccole e sconosciute ecclesie formate da semplici persone; e come Paolo desiderano sentirsi confortati dalla nostra fede. Ci sono i disordinati; alcuni deboli e poco maturi spiritualmente, ma se Elohà YAHuVEH ci ha fatto incontrare i suoi Messaggeri e spontaneamente abbiamo scelto di studiare la SUA PAROLA e di progredire nella fede e nella battaglia spirituale fino alla fine; allora andiamo avanti senza rendere vano tutto il lavoro fatto nelle assemblee, davanti a YAHuVEH, a Suo Figlio Yahushua e agli angeli del cielo impegnamoci, con gioia per rendere gloria al Padre; tutti assieme mentre ci riuniamo in mezzo a color gli appartengono, e cioè al Suo Popolo sulla terra che solo verrà salvato nell'Armagheddon finale. 

Il tempo è ormai davvero pochissimo, riuniamoci e accogliamoci gli uni gli altri con Amore e devozione mentre attendiamo la liberazione, facendo in modo di adempiere il desiderio dal nostro Amico e Fratello: 

"Ma soprattutto io desidero vedervi, perché in mezzo a voi anch’io possa sentirmi confortato da quella che è la vostra e la mia fede  (Romani 1:12) 

Vostro servo nella speranza.




ASHER