SEMPLICEVERITA'

TUTTO E' RELATIVO, MA SOLO UNA E' LA VERITA'

Share



La parola battesimo è una traslitterazione del termine greco "baptisma" che significa "immersione". Il battesimo veniva infatti somministrato dai primi cristiani per immersione a tutti coloro che, avendo creduto in Yahushua, si erano ravveduti ed avevano deciso di cambiare la propria vita per metterla al servizio di Dio. 

Quanto sopra si desume dagli insegnamenti e dagli esempi del Nuovo Testamento, che è la seconda parte della Bibbia nella quale Dio ha parlato all'umanità per mezzo di Yahushua il Mashiyah (Ebrei 1:1-2). 

Nel vangelo secondo Matteo cap. 28:18-20, Yahushua, dopo la resurrezione, rivolto ai suoi discepoli, dice: 

«Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel (dentro il significato - ndr) NOME del Padre e del Figlio, e nello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che vi ho comandato»

Nel passo parallelo del vangelo secondo Marco cap. 16:15-16, leggiamo: 

«Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura; chi avrà creduto ed è stato battezzato sarà salvato; ma chi non ha creduto sarà condannato».

Fede, ravvedimento e battesimo sono dunque tre momenti di quell'unico processo di conversione che permette ai peccatori di rinascere a nuova vita ed essere rigenerati dallo Spirito Santo. 

Nel Vangelo secondo Giovanni cap. 1:12-13, troviamo scritto: 

«A tutti coloro che lo hanno ricevuto, Egli (Yahushua) ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, nè da volontà di carne, nè da volontà di uomo, ma sono nati da Dio ». 

Yahushua stesso, parlando con Nicodemo, dottore della legge, ricollega questa "nuova nascita" allo Spirito Santo e all'acqua del battesimo:
«In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo (o dall'alto) non può vedere il regno di Dio» (Vangelo secondo Giovanni 3:3). 

Uno è nato di nuovo o dall'alto soltanto se è nato di acqua e di Spirito, come Yahushua precisa subito dopo:
«In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito , non può entrare nel regno di Dio» (Vangelo secondo Giovanni 3:5). 

Ecco alcuni esempi dai quali possiamo vedere come questi insegnamenti di Yahushua siano stati messi in pratica dai primi cristiani:
  • I primi discepoli. Nel giorno di Pentecoste a Gerusalemme, dopo la discesa dello Spirito Santo, l'apostolo Pietro si alza e rivolge alle numerose persone presenti un discorso che si conclude con queste parole: «Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che quel Yahushua che voi avete ucciso, Dio lo ha fatto Signore e Mashiyah » (Atti 2:36). I presenti udite queste parole «furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e agli apostoli: "Fratelli, che dobbiamo fare?" Allora Pietro disse loro: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Yahushua il Mashiyah per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo . . . Quelli dunque che ricevettero la sua parola lietamente furono battezzati; in quel giorno furono aggiunte circa tremila persone. Essi erano perseveranti nel seguire l'insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere . . . E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati» (dal libro degli Atti degli apostoli 2:37-47).

  • Il centurione Cornelio. Troviamo il racconto della sua conversione nel cap. 10 del libro degli Atti degli apostoli. Si trattava di un centurione della coorte, detta Italica. Era un uomo pio, timorato di Dio, faceva molte elemosine e pregava continuamente Dio. Il Signore ascoltò le sue preghiere e fece in modo che l'apostolo Pietro si recasse a casa sua per predicargli la Buona Notizia della salvezza per mezzo di Yahushua Messiyah Poiché per la prima volta il vangelo di Yahushua veniva predicato ai gentili, cioè a persone che non erano di nazionalità ebraica, avviene una manifestazione strordinaria dello Spirito Santo nella stessa maniera in cui era avvenuta qualche tempo prima a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste, per significare che il Vangelo di Yahushua non era rivolto esclusivamente agli Ebrei, ma anche a tutte le nazioni del mondo. Di fronte a questo fenomeno, l'apostolo Pietro esclama: «Può alcuno vietare l'acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi? Così egli comandò che fossero battezzati nel nome di Yahushua» (Atti 10:47-49).
  • Uomini e donne di Samaria si fecero battezzare in seguito alla predicazione di Filippo che annunziava la buona novella delle cose concernenti il regno di Dio e il nome di Yahushua. (Atti 8:12).
  • L'Etiope, funzionario della regina Candace dell'Etiopia. Costui stava ritornando da un pellegrinaggio che aveva fatto a Gerusalemme. Mentre, seduto sul suo carro di viaggio, stava leggendo un passo del profeta Isaia, il Signore gli fa incontrare Filippo che lo evangelizza annunziandogli la redenzione per mezzo di Yahushua. «E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell'acqua. E l'eunuco dice: "Ecco dell'acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato? " E Filippo disse: "Se tu credi con tutto il cuore, lo puoi". Ed egli rispose, dicendo: "Io credo che Yahushua il Messiyah è il Figlio di Dio". Allora comandò al carro di fermarsi; ed ambedue, Filippo e l'eunuco, discesero nell'acqua, ed egli lo battezzò. Quando uscirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo, e l'eunuco non lo vide più; ma proseguì il suo cammino pieno di gioia » (Atti 8:36-38).
  • L'apostolo Paolo dopo la sua conversione sulla via di Damasco fu battezzato (Atti 9, 18). Anzi nel suo caso un cristiano di nome Anania lo sollecitò con queste parole: «Ed ora che aspetti? Alzati e sii battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il nome del Signore (Yahushua)» (Atti 22:16).
  • Lidia, una commerciante di porpora, della città di Tiatira, che adorava Dio, stava ad ascoltare (la predicazione di Paolo) « E il Signore aprì il suo cuore per dare ascolto alle cose dette da Paolo». Anche lei fu battezzata (Atti 16:14-15).
  • Il carceriere di Filippi, rivolgendosi a Paolo e Sila, illesi dopo un forte terremoto notturno che aveva distrutto la prigione nella quale erano stati rinchiusi, chiede loro: «Signori, cosa devo fare per essere salvato? Ed essi dissero: Credi nel Signore Yahushua Mashiyach, e sarai salvato tu e la casa tua. Poi essi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua . . . E lui e tutti i suoi furono subito battezzati » (Att 16:30-33).
FEDE E RAVVEDIMENTO 

Dagli esempi che abbiamo fin qui esaminato risulta chiaramente che il battesimo era conferito soltanto a persone adulte, credenti e ravvedute. 

I primi che furono battezzati a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste, manifestarono la loro fede in quanto, ascoltando il discorso di Pietro, «furono compunti nel cuore» e chiesero a Pietro e agli apostoli che cosa dovevano fare. Alla loro domanda, Pietro li invita a ravvedersi ed a sottomettersi al battesimo. Qui c'è ancche da notare che il verbo greco [metanoésate], tradotto in italiano "ravvedetevi" ha un senso molto più ampio del semplice " pentitirsi"; significa infatti cambiare mentalità, cambiare il proprio modo di vivere, allontanarsi dal peccato, mutare orientamento, cambiare idea. Questo è tipico della conversione al Signore che non consiste nel semplice pentimento di una vita trascorsa nel peccato, ma nella decisione di dare un nuovo orientamento alla propria vita ponendola al servizio di Dio. Tanto è vero che Paolo in una lettera scritta ai Romani dice espressamente « Non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente . . .» (Romani 12:2).

SI DEBBONO BATTEZZARE I BAMBINI? 

Un tale impegno non può riguardare dei bambini incoscienti, ma è prerogativa di persone adulte che hanno raggiunto l'età della ragione ed hanno capacità di decisione e di scelta. Un bambino è per sua stessa definizione innocente, non è in grado di credere né di ravvedersi perché non ha commesso alcun peccato.

CON IL BATTESIMO DEI BAMBINI VIENE CANCELLATO IL PECCATO ORIGINALE?

Il "peccato originale" ci ha condannato alla morte, ma grazie a Dio esso viene cancellato attraverso la morte di Yahushua donandoci la vita eterna, attraverso l'accettazione della salvezza e il credere che il Messiyah la concede gratuitamente attraverso il cambiamento di vita e la dichiarazione pubblica simbolizzata dal battesimo per immersione in acqua. La favola che i bambini debbono essere battezzati per cancellare il peccato originale è soltanto un'invenzione della religione umana per giustificare il battesimo dei bambini e fare nuovi adepti. Questa menzogna non trova alcun riscontro nella Bibbia. Anzi Yahushua rivolgendosi ai suoi discepoli dice riguardo ai bambini: «Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, perché di tali è il regno dei cieli» (Matteo 19:14). 

Tanto è vero che alla fine noi verremo giudicati non per i peccati commessi da altri prima di noi, ma per i nostri peccati personali compiuti coscientemente durante la nostra vita: «Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale dell'unto prescelto di Dio (Cristo), per ricevere ciascuno la retribuzione di quel che ha fatto, sia di bene sia di male, mentre era nel corpo » (2° Corinti 5:11). «Ognuno di noi dovrà rendere conto di sé stesso a Dio» (Romani 14:12). Noi abbiamo ereditato dai nostri progenitori Adamo ed Eva non la responsabilità, ma soltanto le conseguenze del loro peccato: la morte e la concupiscenza, cioè la predisposizione al peccato che si manifesta con l'età adulta: «Ciascuno è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte» (Giacomo 1:14-15).

IL BATTESIMO E' FATTO PER IMMERSIONE NELL'ACQUA

Nel caso dell'Etiope, si dice chiaramente che, giunti in un posto dove c'era dell'acqua, i due (Filippo e l'Etiope) discesero nell'acqua e poi, dopo il battesimo, uscirono dall'acqua. Queste espressioni sarebbero incomprensibili se il battesimo fosse fatto versando poche gocce di acqua sulla testa.
La parola di Dio non è un'opzione che possiamo cambiare a nostro piacimento secondo la moda e la tradizione degli uomini. L'immersione e l'emersione dall'acqua hanno un preciso valore simbolico che non può essere ignorato senza snaturare il significato stesso del battesimo.









Con l'immersione il battezzando partecipa alla morte e sepoltura del Messiyah mentre con l'emersione dall'acqua condivide la sua resurrezione. Con queste parole l'apostolo Paolo descrive il simbolismo del battesimo: «Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Yahushua il Mashiyah, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati battezzati con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vità. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua resurrezione» (Rm 6:3-5). Se ci fosse ancora qualche dubbio sul valore simbolico attribuito dall'apostolo Paolo al battesimo, egli ripete lo stesso concetto in maniera molto più chiara nelle sue lettere ai Colossesi ed ai Galati: «essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui (Yahushua) siete anche stati risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti dai morti» (Col. 2:12) «Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo» (Gal. 3:27). La conseguenza logica di queste parole è che se noi non siamo stati uniti a Yahushua mediante una morte simile alla sua (battesimo) non saremo neppure partecipi della sua resurrezione, in quanto non ci saremo "rivestiti" di Cristo.


CON IL BATTESIMO SI RICEVE LA REMISSIONE DEI PECCATI


Con il battesimo si riceve la remissione dei peccati. Lo dice espressamente Pietro: «Ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Yahushua per il perdono dei peccati» (Atti 2:38). Lo conferma anche Anania quando sollecita Paolo a non attendere oltre, ma a farsi battezzare per essere «lavato» dai suoi peccati (Atti 22:16). Non si può dire che Paolo non avesse fede dopo aver avuto l'incontro con Yahushua sulla via di Damasco; eppure fu necessario aggiungere alla sua fede anche il battesimo perché la sua conversione diventasse effettiva.

E IL DONO DELLO SPIRITO SANTO 

L'apostolo Pietro aggiunge: «e voi riceverete il dono dello Spirito Santo» (Atti 2:38). Il dono dello Spirito Santo è il tocco finale per mezzo del quale Dio opera nel credente ravveduto la rigenerazione che lo fa diventare una nuova creatura rinnovata nella mente e nello spirito. « Perché - Pietro scrive ai cristiani - siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno» (1° Pietro 1:23). L'apostolo Paolo inoltre scrivendo a Tito dice: «Noi non abbiamo fatto nulla che potesse piacere a lui, ma egli ci ha salvati perchè ha avuto pietà di noi. Ci ha salvati nel battesimo mediante lo Spirito Santo che fà rinascere e ci dà nuova vita, perchè Dio lo ha sparso abbondamente su noi per mezzo di Yahushua nostro Salvatore. Così noi, perdonati e rinnovati dalla sua grazia, diventiamo eredi della vita eterna che è la nostrta speranza» (Tito 3:5-7).

IL BATTESIMO E' OPERA DI DIO 

Paolo paragona il battesimo al passaggio del Mar Morto da parte degli Ebrei in fuga dall'Egitto. Tutto il popolo in quell'occasione si trovò circondato dalle acque: «i nostri padri furono tutti sotto la nuvola e tutti passarono attraverso il mare, tutti furono battezzati per Mosè nella nuvola e nel mare» e si salvarono dalla furia del Faraone che li inseguiva con la sua armata (1 Corinti 10:1-4). Pietro, da parte sua, vede nell'arca di Noè, la figura del battesimo cristiano. Come quest'arca permise a Noè e ad i suoi familiari di salvarsi dalle acque del diluvio, così il battesimo, egli dice, ora può salvare anche noi.  

Tuttavia, aggiunge che non è l'atto materiale in se stesso e neppure l'acqua del battesimo che producono questa salvezza, ma «la richiesta di una buona coscienza presso Dio, . . . mediante la resurrezione di Yahushua il Messiyah » (1° Pietro 3:21 ). 

In tutti questi due avvenimenti così importanti Dio è intervenuto direttamente e, per mezzo della sua opera, sia Noè che il popolo ebraico trovarono la salvezza. L'incomparabile efficacia del battesimo consiste quindi nel fatto che esso, sebbene somministrato dagli uomini, è in realtà un'azione di Dio e del Cristo.

IL BATTESIMO SALVA 

Non ha pertanto alcuna consistenza l'obiezione di coloro che negano efficacia di salvezza nel battesimo appellandosi a Ef 2:9 o Tt 3:5. Non si tratta infatti di un'opera di giustizia compiuta dall'uomo, ma di un’opera diretta di Dio; allo stesso modo come fu opera di Dio l'arca nella quale trovò salvezza Noè con i suoi familiari e come fu opera di Dio il passaggio del mar Rosso da parte degli Ebrei guidati da Mosè. Noi stessi infatti come nuove creature, rinati in Yahushua, siamo opera di Dio (Ef 2:10). 

Quando Pietro predicò che Yahushua ucciso dagli Ebrei, era risorto, mostrando in tal modo di essere davvero il Messiyah atteso, circa tremila persone, colpite nel loro cuore, si convertirono a Lui e in quel giorno stesso si fecero battezzare. Per loro il battesimo formò un tutt'uno con la conversione e la purificazione dei peccati (At 2:37-41). Quando Paolo, convertito sulla via di Damasco, entrò nella città cieco e ricevette la guarigione da Anania, si sentì dire che gli occorreva farsi battezzare per avere la remissione dei suoi peccati: «E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e sii lavato dai tuoi peccati, invocando il suo nome » (At 22:16). Quando il carceriere di Filippi, dopo il terremoto notturno, sentì parlare per la prima volta di Yahushua, credette in lui con tutta la sua famiglia e «subito si fece battezzare con tutti i suoi» (At 16:33), ancora una volta egli compì un gesto concatenato intimamente con la propria salvezza. Riferendosi a queste esperienze di fede gli apostoli potevano quindi esaltare il valore salvifico del battesimo. Esso segnava l'attimo stesso della conversione, quando sorgeva la fede e la decisione del proprio cambiamento di vita.

PERCHE' IL BATTESIMO SALVA?

Questa salvezza si realizza soprattutto perché il battesimo innesta il credente in Yahushua:
«Con lui infatti. siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui siete anche stati insieme resuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha resuscitato dai morti» (Col. 2:12)
«Poiché quanti siete stati battezzati in Ha'Mashiyah, Vi siete rivestiti di Ha'Mashiyah» (Gal. 3:27) 

L'immersione nell'acqua e la successiva emersione simboleggiano in modo assai significativo la morte al peccato e la rinascita a nuova vita e ci ricordano visibilmente ciò che Dio ha fatto per noi nella morte e nella resurrezione di Yahushua, come ci viene spiegato dall'apostolo Paolo in Romani 6:3-11: 

«Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Yahushua il Mashiyah, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti assieme a lui nella morte, perché come il Mashiyah fu resuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti. siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua resurrezione . Sappiamo bene che il nostro vecchio uomo è stato inchiodato con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto è libero dal peccato. Ma se saremo morti con il Mashiyah, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che il Signore resuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Yahushua Mashiyah».

BATTESIMO E TRADIZIONE 

Come abbiamo cercato di dimostrare fin qui, il nostro Padre Eterno Yahuveh, nel suo progetto di salvezza ben preordinato e stabilito fin dalla Genesi del mondo e realizzato per mezzo del Messiyah nella « pienezza dei tempi » (Ef 1, 3-14), ha stabilito che si può entrare nel suo Regno, per fede e per ravvedimento, mediante il battesimo (immersione in acqua), per ricevere l'azione vivificante dello Spirito Santo («bagno di rigenerazione e di rinnovamento dello Spirito Santo» (Tito 3:5). 

Molti però si accostano alla Parola di Dio con idee già preconcette, a causa degli insegnamenti FALSI ricevuti fin dall'infanzia, nella religione in cui sono nati, cresciuti ed educati. Quanti ad esempio rimangono meravigliati nell'apprendere dal libro della Genesi che il frutto proibito non era una mela, ma semplicemente un frutto non meglio identificato!? Quanti altri sono assaliti dalla stessa meraviglia quando, leggendo i vangeli dell'infanzia di Yahushua, non trovano il bue e l'asinello ai quali erano stati abituati dal presepio e dai racconti dei loro genitori! 

Finchè queste idee e questi preconcetti riguardano alcuni particolari insignificanti come questi, è facile liberarsene; basta prendere i testi e consultarli per rendersi conto della loro erroneità. 

La questione però si fa più seria quando i preconcetti, sorti da un'educazione religiosa sbagliata, riguardano il disegno predisposto da Dio per la salvezza dell'uomo. 

Si tratta di tradizioni secolari tramandate da padre in figlio che fanno ormai parte della vita e della stessa cultura nella quale siamo immersi. La famiglia, la scuola, le istituzioni sociali, le immagini ed i fatti della vita quotidiana contribuiscono a rinforzare sempre di più la nostra convinzione sulla bontà e sulla verità delle tradizioni nelle quali siamo stati cresciuti. 

Lo stesso Yahushua, quando iniziò la sua predicazione in Palestina, si scontrò con la mentalità chiusa di coloro che, attaccati alle "tradizioni dei padri", avevano persino annullato la Parola di Dio. Contro tale mentalità Yahushua usò le stesse parole del profeta Isaia: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini » (Is 29:13). In un altra occasione, ancora più esplicitamente, disse: «Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini» «Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione » (Mc 7:1-13 e Mt 15:1-20). 

Anche l'apostolo Paolo ammette di essere stato succube di queste tradizioni dei padri; anzi egli stesso confessa ai Galati che era talmente accanito in queste tradizioni da superare nel giudaismo la maggior parte dei suoi stessi coetanei e connazionali. L'incontro con Yahushua sulla via di Damasco cambia però radicalmente la sua vita ed il suo modo di pensare e di agire. Per mezzo della rinascita spirituale egli diviene un nuovo uomo, non più influenzato dalle tradizioni umane, ma libero di dedicarsi esclusivamente alla vera ekklesia di Eloah e all'annuncio della Buona Notizia della salvezza (Gal. 1:14-16). Egli è senz'altro la persona più qualificata per mettere in guardia i cristiani di Colosse con queste parole: «Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo il Mashiyah» (Col. 2:8). 

Le tradizioni sono una prerogativa di tutte le epoche e di tutte le generazioni umane. Anche oggi il nostro pensiero e la nostra cultura sono influenzati dalle tradizioni che si sono stratificate nel corso dei secoli. Non sempre queste tradizioni sono negative, se si mantengono sul piano dei valori umani, ma se pretendono di sostituirsi alla Parola di Dio, spesso ne stravolgono il significato e l'originaria purezza. Questo è avvenuto per il battesimo che nel corso dei secoli ha perso il suo valore originario come atto che esprimeva la fede e la conversione. Al suo posto troviamo invece un battesimo che acquista valore per sè stesso indipendentemente dalla volontà e dalla consapevolezza dell'interessato. Il battesimo dei bambini ne è un'evidente dimostrazione. 

Dando troppa importanza e troppo peso all'atto in sè stesso si è finito per smarrire completamente il significato profondo di questo gesto che nel periodo apostolico esprimeva la volontà del credente di essere sepolto con il Mashiyah (Krystos) per rinascere assieme a lui in una nuova dimensione di vita, non più influenzata dagli egoismi umani, ma guidata dalla volontà di Dio. 

Questa tradizione si è talmente radicata nella mentalità e nel costume odierno da rendere inconcepibile l'idea che un bambino non debba essere battezzato. Anche le menti che si ritengono più illuminate, pur riconoscendo a parole l'insensatezza di un rito che trova riscontro nella magia e l'esoterismo a cui si accompagna, soltanto in riti simili propri delle popolazioni più arretrate della terra, non riescono di fatto a sottrarsi a queste tradizioni. Si assiste pertanto al paradossale comportamento di laici incalliti e di atei dichiarati che si sottomettono a questa tradizione facendo battezzare i loro figli per l'occhio della gente. 

La Parola di Dio è talmente chiara ed inequivocabile a tal proposito da non potersi prestare in alcun modo a sostegno di questa tradizione. Sebbene numerosi teologi e studiosi della Bibbia riconoscano l'infondatezza di questa pratica che non trova alcun riscontro scritturale, la maggior parte di coloro che si ritengono cristiani, non esitano a perpetuare una tradizione umana in pieno contrasto con l'insegnamento apostolico e che vanifica completamente il piano di Dio per la salvezza degli uomini. 

Il cristianesimo storico che si manifesta nelle varie chiese e denominazioni umane, ha così fallito completamente il suo scopo e, allontanandosi sempre più dal genuino messaggio di amore e di speranza annunziato da Yahushua e dai suoi discepoli, si è perso nei meandri di un ritualismo senza alcun significato interiore: «Avendo la forma esteriore della fede, ma avendone rinnegata la potenza » (2° Tm 3:5). 

I risultati di questo tradimento della Parola di Dio si possono constatare nella storia del nostro secolo e nelle notizie angoscianti della nostra cronaca quotidiana. In un mondo che si dichiara cristiano soltanto a parole, regnano incontrastate l'ingiustizia, la crudeltà, la miseria fisica e spirituale, la morte, la disperazione, la guerra, lo sterminio di intere popolazioni, la sofferenza dei deboli e l'indifferenza dei potenti. 

Cosa possiamo fare per rimediare a questa situazione? Non possiamo certamente limitarci ad una semplice deprecazione di fronte ad una cristianità così degenerata. Dobbiamo noi stessi in prima persona iniziare un rinnovamento interiore. Non possiamo attendere che siano gli altri a rinnovarsi. Dobbiamo cambiare! Ed il cambiamento deve iniziare anzitutto da noi stessi. Noi stessi per primi dobbiamo avere il coraggio di spogliarci dell'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici ed essere invece rinnovati nello spirito della nostra mente, rivestendo l'uomo nuovo che è stato creato ad immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità (Ef 4:22-24). Come l'atleta che si spoglia delle sue vesti per essere più libero nei movimenti in modo da poter conquistare sempre nuovi traguardi, così anche noi dobbiamo spogliarci delle nostre consuetudini, dei nostri banalismi che condizionano la nostra vita ed essere liberi di poter raggiungere le mete che Dio ci propone (1° Co. 9:24-26; Eb. 12:1-3).

CONCLUSIONE

Il battesimo non è "un sacramento", ma neppure una semplice "testimonianza di fede". Nel contesto biblico esso rappresenta qualcosa di più: è un segno prefigurante una realtà che riunisce passato, presente e futuro. 

Per il passato è segno dell'unica salvezza donataci da Yaushua il Mashiyach con la sua morte. Per il presente è segno del nostro impegno e della nostra vocazione di dedicare tutta la nostra vita al servizio del vero Dio Padre Yahuveh e del prossimo. Per il futuro è segno della nostra speranza di superamento delle logiche terrene nella storia ed oltre la storia per la potenza del "Mashiyah risorto". 

Ma questa realtà/prefigurazione di cui il battesimo è segno deve essere realizzata da una pratica che rispetti la Parola di Dio ed il suo contenuto. Nel nostro tempo in cui il linguaggio dei segni è più che mai attuale ed è stato rivalutato dall'antropologia culturale moderna, occorre ripristinare il profondo e l'originario significato del gesto battesimale, da conferirsi solo agli adulti credenti e convertiti, non per voler rispolverare un puro rito di ordine archelogico, ma per ridonargli il profondo significato di atto che esprime la fede nel Messiyah di Dio morto e risorto ed una prova della nostra conversione ai suoi ideali di amore di pace di fede e di speranza. 

Il battesimo diverrà così una "parola visibile", una parola espressa con un gesto.. SI' LO VOGLIO..!! 

Certi concetti assai profondi — scriveva Goethe — non si possono descrivere a parole, ma solo rivivere in un gesto.